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Epifani scrive a governo e Parlamento: “Soluzione per migranti che lavorano onestamente”

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No al pacchetto sicurezza, che “prefigura una separazione normativa nella condizione degli immigrati da quella degli italiani, colpendo così in prima battuta i lavoratori stranieri ma finendo per abbassare i diritti di tutti”. Lo scrive il leader della Cgil Guglielmo Epifani in una lettera aperta indirizzata al governo e al Parlamento. In particolare Epifani si dice contrario alla “introduzione del reato di immigrazione clandestina, basato non su fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale ma su una condizione individuale, una norma contrastante con il principio in materia penale in base al quale si può essere puniti solo per fatti materiali”. Inoltre l’introduzione di questo dispositivo produce effetti a catena sulla normativa e conseguenze forse poco valutate”. Tra questi, “il carattere di retroattività” e la negazione dei diritti fondamentali della persona, “come iscrivere il figlio all’anagrafe, il diritto allo studio oltre l’obbligo scolastico, quello a una casa ed all’invio di rimesse in Patria. Inoltre impone agli operatori del servizio pubblico l’obbligo di denuncia, per non incorrere loro stessi in un reato”.

Pur non condividendo la nuova legge, dice Epifani, “la Cgil crede utile evitare una situazione di criminalizzazione diffusa di chi è venuto in Italia per vivere onestamente ed è presente sul territorio al momento di entrata in vigore della nuova legge. Per questo motivo il nostro sindacato propone di dare la possibilità, a chi ha un lavoro di uscire dalla trappola della clandestinità. Va anche considerato che la legge metterebbe a rischio anche i datori di lavoro e le famiglie che occupano migranti senza permesso di soggiorno. Una situazione che, se non rimediata, rischia di avere pesanti costi sociali”.

Oggi il sindacato valuta che in Italia c'è almeno un milione
di lavoratori stranieri senza permesso, il che costa allo Stato italiano almeno 2 miliardi di Euro l’anno in mancate tasse e contributi previdenziali, fondi che dovrebbero essere investiti in integrazione ed aiuti allo sviluppo dei paesi di origine degli stessi immigrati. La Cgil propone dunque di fare emergere dal sommerso e dalla condizione di clandestinità chiunque oggi lavori e viva onestamente. “Questo può e deve essere fatto non solo per le badanti. Nel lavoro domestico, in edilizia, in agricoltura e nel commercio vi sono situazioni di forte presenza del lavoro etnico irregolare e spesso condizioni di estremo sfruttamento. Quello che è importante è agire però subito con un provvedimento che abbia efficacia immediata, preferibilmente prima dell’entrata in vigore della nuova legge”.

Epifani propone dunque di prevedere meccanismi
efficaci per l’ingresso regolare (“si rischia altrimenti di dare il segnale opposto a quello dichiarato: quello di una Italia chiusa alla migrazione legale) e di usare più efficacemente gli ammortizzatori sociali per non licenziare, sia gli italiani sia gli immigrati. Inoltre, “chiediamo le garanzie di permanenza regolare in Italia per gli immigrati che hanno perso il lavoro a causa di crisi economica”. Per tutte queste ragioni, conclude Epifani, “la Cgil chiede di riaprire da subito il dibattito con le istituzioni e con il governo per trovare soluzioni condivise al tema dell’immigrazione e soluzioni ragionevoli, equilibrate ed umane al tema degli irregolari”.

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TAGS ddl sicurezza epifani migranti

10/07/2009 16:25

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