E' ancora forte la tensione nella regione cinese dello Xinjiang, dove due giorni fa si sono verificati violenti scontri fra manifestanti di etnia uiguri e forze dell'ordine, costati la vita a 156 persone. Stamattina, secondo quanto riferisce France Press, centinaia di cinesi di etnia han (maggioritaria in Cina) hanno marciato armati di bastoni, vanghe e maceti verso il centro della città di Urumqi, la capitale della provincia dello Xinjiang,dove l'etnia musulmana turcofona
è maggioritaria.
I manifestanti, intenzionati a vendicarsi delle violenze subite domenica dalla loro comunità ad opera degli uiguri sono stati fermati dalla polizia. Questa mattina, nella stessa città, almeno 200 persone di etnia uiguri, in prevalenza donne, sono scese in strada per chiedere notizie dei propri congiunti, arrestati o scomparsi dopo i moti di due giorni fa.
Ma ripercussioni della mattanza di domenica si registrano anche all'estero. Rappresentanze diplomatiche della
Cina in Olanda e a Monaco, in Germania, sono state attaccate a colpi di pietre e cocktail molotov da attivisti filo-uighuri. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri cinese, Qin Gang, in una conferenza stampa a Pechino. Il portavoce ha precisato che il governo cinese ha "manifestato il proprio disappunto" alle autorità dei due Paesi.
Intanto, in Italia alla vigilia del G8, il ministro degli Esteri Franco Frattini, in un'intervista a La Stampa, interviene sulla questione dei diritti umani venuta alla ribalta con il massacro della minoranza uighura nello Xinjiang e con il concomitante viaggio a Roma del presidente cinese Hu Jintao. Frattini annuncia che la presidenza italiana del G8 invierà un "messaggio che non potrà non confermare la scelta politica di considerare i diritti umani un'assoluta priorità".