Il decreto sicurezza approvato dal Senato getta in una condizione di totale clandestinità, anche di vita, più di 50.000 immigrati che da anni vivono e lavorano nel Veneto. Ad essi ne vanno aggiunti altri 25.000 che negli ultimi 12 mesi hanno perso il lavoro e che vedono scadere il permesso di soggiorno senza poterlo rinnovare. E' quanto si apprende da una nota della Cgil regionale.
"Queste persone diventeranno invisibili - prosegue -, sfuggiranno gli ospedali, non iscriveranno i figli a scuola, non verranno a lavorare nelle case, vivranno in luoghi sempre più 'marginali' e degradati per paura di essere denunciati ed espulsi. Lavoreranno in condizioni di maggiore ricattabilità e sfruttamento, con un danno per l’intera società".
Per la prima volta nella storia della Repubblica viene considerato reato non un atto criminoso, ma la semplice presenza sul territorio senza un’autorizzazione amministrativa. Questo fatto segna una preoccupante involuzione giuridica e, anziché “tranquillizzare gli italiani”, ne aumenterà paure e disagi.
"In questi mesi - inoltre - centinaia di medici ed insegnanti veneti si sono dichiarati non disponibili a denunciare bambini e malati perché stranieri non in regola coi permessi".
Oggi 25.000 famiglie della nostra regione che hanno affidato la cura dei propri cari, o della propria casa, a colf e badanti straniere irregolari si trovano in pesantissime difficoltà, messe davanti all’alternativa se rinunciare a persone di fiducia o rischiare la denuncia penale in virtù di una legge dal carattere vessatorio, discriminatorio e razzista che nega i profondi cambiamenti avvenuti nella società italiana e che contrasta con i principi della Costituzione, con la Carta dei Diritti Umani e con le convenzioni internazionali dell'Onu e dell’Oil.
"La Cgil del Veneto - avverte - non intende abbandonare queste persone a sé stesse e continuerà a contrastare questa legge. Nei prossimi giorni incontrerà le categorie professionali più interessate (medici, insegnanti magistrati, forze dell’ordine, ecc) per valutare assieme linee di comportamento civile volte alla tutela delle persone, sia italiani che migranti, soprattutto se bambini. Attiverà inoltre - conclude - una campagna di informazione e sensibilizzazione, a partire dai luoghi di lavoro, e continuerà a promuovere iniziative con quell’ampio arco di associazioni ed organizzazioni impegnate su questo versante".