Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



La polemica

Sicurezza: critiche del Vaticano, Maroni: "Solite litanie"

   Print  

L’arcivescovo Agostino Marchetto: "Una legge cheincentiva il degrado della mentalità". I vescovi italiani: "La tutela della legalità non puo' mai dare l'impressione di sconfinare in ostilità". Maroni stizzito: "Solite litanie"

ddl sicurezza, protesta al Senato (immagini di Attilio Cristini)
Da oltretevere giungono nuove, esplicite critiche al disegno di legge sulla sicurezza approvato ieri (2 luglio) in via definitiva al Senato. Ma distinguo arrivanio anbche dal sindaco di Roma Alemanno. Appunti che, però, non sembrano scalfire la sicurezza del ministro dell’Interno Maroni, che risponde stizzito difendendo a spada tratta le norme contenute nel testo targato Lega Nord.

» Pacchetto sicurezza, il Senato approva
» PROTESTEVIDEO FOTO
» SPECIALE IMMIGRAZIONE
» SCHEDA, le misure principali del ddl
» Cgil: "Profonda ferita per la democrazia"
» Ddl 733/bis, da immigrati a criminali
» Csm, lesi i diritti dei cittadini
» Ocse, migranti già puniti dalla crisi

Il primo sul fronte Vaticano ad attaccare il pacchetto è stato l’'arcivescovo Agostino Marchetto, segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti, in un'intervista su 'La Stampa'. Secondo marchetto il ddl sicurezza è una legge che "incentiva un allarmante degrado della mentalità". "Noi come Chiesa - sottolinea Marchetto - dobbiamo dire ciò che in coscienza riteniamo ingiusto e pericoloso. La prospettiva che ci si apre dinnanzi porterà molti dolori e difficoltà a persone che già per il fatto di essere irregolari si trovano in una situazione di precarietà e sofferenza".

L'aspetto che preoccupa di più l'arcivescovo, però, è la criminalizzazione dei migranti, indicata come "il peccato originale" che rivela "tendenze anticristiane". L'estensione a sei mesi della permanenza nei centri di espulsione, avverte, "avrà gravi conseguenze per coloro che saranno detenuti". E aggiunge: "E' inconcepibile, poi, la tassa di duecento euro per ottenere il permesso di soggiorno. Vi sono tante persone che devono gia' pagare senza avere ancora ricevuto una risposta alla loro precedente richiesta".

Anche Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, analizza oggi il provvedimento, definendolo “un ventaglio di misure dal valore e dal peso assai diversificato" che rende "impossibile una valutazione univoca". Ci sono luci e ombre, dunque, nell'editoriale dell'Avvenire a firma di Piero Chinellato. Ma ad essere criticato, anche qui, è il reaqto di clandestinità, "avversato fin dal primo annuncio da molti tra coloro che vivono a contatto con la realta' delle persone immigrate". Mentre "sembra fugato il timore di medici-spia e presidi-spia", scrive Chinellato, "nessuno puo' fingere di ignorare le sollecitazioni, i problemi, le urgenze che rendono spesso arduo l'equilibrio tra sicurezza e integrazione".

Tuttavia, ammonisce l'editoriale, "la tutela della legalita' non puo' mai dare l'impressione di sconfinare in ostilita', e che andrebbe combattuto anche il solo sospetto che questa in definitiva possa essere la trama che sottende a iniziative legislative". L'immigrazione e' "un fenomeno di cui prendere atto e da affrontare con equilibrio. E l'obiettivo deve restare quello di un'integrazione in cui alla richiesta di accettazione delle regole si accompagni l'offerta di una vita serena e di una dignita' umana tutelata".

La risposta di Roberto Maroni
non si è fatta attendere. "E' la solita litania di monsignor Marchetto, il quale ho capito che parla a nome proprio e non per conto della Santa sede, come dimostrano le puntuali precisazioni della sala stampa vaticana", ha detto il ministro dell’Interno in una intervista al quotidiano amico 'Libero'. "Comunque –ha aggiunto - ha ragione monsignor Marchetto, questa nuova legge portera' dolore ai mafiosi e difficolta' ai clandestini. Di contro sara' una legge a tutela della gente per bene".

Qualche distinguo, infine, arriva anche dall’interno della maggioranza di governo. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno si è detto "contrario alle ronde e al concetto della giustizia fai da te”. “La tutela dei cittadini – ha chiarito il primo cittadino9 della Capitale - deve essere affidata alle forze dell'ordine. Siamo invece favorevoli a un volontariato territoriali che si leghi ad un concetto di volontariato sociale".



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS ddl sicurezza

03/07/2009 11:29

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

ddl sicurezza, protesta al Senato