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Elezioni europee

Berlusconi si ferma, Pd in calo

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Risultati definitivi: Pdl al 35,26%, Partito democratico al 26,13. L’Italia dei valori raddoppia: 7,98%. Cresce la Lega, bene l’Udc. Le sinistre non superano la soglia del 4%, e neppure i radicali. Affluenza al 67%. Netto calo Pdl in Sicilia

autore: freshwater2006, da flickr (immagini di autore: freshwater2006, da flickr)
L’Europa va a destra, ma in Italia Berlusconi non sfonda la soglia del 40%. A scrutini conclusi il Popolo della libertà perde circa tre punti percentuali rispetto alle elezioni politiche del 2008 guadagnando il 35,26% dei consensi (un anno fa era al 37,4, mentre alle europee del 2004 Forza Italia e An raccolsero insieme il 32,4%). I voti totali per il Pdl sono 10.778.453. Sulla sponda del centrosinistra, però, non va meglio per il Partito democratico, che perde sette punti percentuali rispetto al 2008 crollando dal 33,2% al 26,13% (alle europee del 2004 l’Ulivo prese il 31,1%), ma non scende sotto la soglia del 25%, che avrebbe significato un tracollo di dimensioni probabilmente incontenibili. I voti totali per il Pd sono stati 7.989.435. A conti fatti, il distacco tra i due principali partiti è di 2.789.018 voti.

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Sconfitti, sebbene in proporzioni diverse, i due partiti maggiori, gli elettori premiano Lega e Idv. Prevista, ma comunque eclatante, l’affermazione dell’Italia dei valori di Antonio Di Pietro, che passa dal 4,4% dello scorso anno al 7,9% (2.441.500 i voti). La Lega Nord avanza, e di molto, passando dall’8,3% al 10,22% (3.124.577 i suffragi per il Carroccio). L’Udc guadagna un punto percentuale: dal 5,6% del 2008 passa al 6,5%, con 1.993.242 voti. Se il centrodestra, complessivamente, non aumenta rispetto alle elezioni del 2008, l’opposizione restituisce un quadro frammentato e diviso, seppure numericamente la somma dei diversi partiti sarebbe di una consistenza innegabile.

La sinistra italiana, invece, resta esclusa anche dal Parlamento europeo. La Lista comunista e anticapitalista di Rifondazione, Pdci, Socialismo 2000 e Consumatori uniti si attesta al 3,38% (1.035.189 voti). Sinistra e Libertà di Nichi Vendola, invece, non supera il 3,1% (952.507 preferenze). Neanche i Radicali di Marco Pannella superano la soglia del 4% necessaria per portare deputati a Strasburgo: ottengono il 2,4% (740.260 voti). Mentre la Destra e il Movimento per le autonomie non superano il 2,2% (680.808 voti).

A vincere è però l’astensionismo. L’affluenza è di poco superiore al 67% (nel 2004 fu del 73,75%), con quasi la totalità dei comuni scrutinati. Per le elezioni provinciali l’affluenza è stata del 71,10% (alle elezioni precedenti 75,18%). Alle comunali l’affluenza è stata del 76,85% (79,47% nelle elezioni precedenti). Il dato generale europeo, però, è molto più basso: 43% di affluenza alle urne.

IL NUOVO EUROPARLAMENTO: 263 SEGGI AL PPE, 163 AL PSE. Il Ppe perde qualche eurodeputato, il Pse ne acquista, liberaldemocratici, verdi, sinistra europea, destra dell’Uen confermano la loro compagine. Sono gli elementi che emergono dall’ultima stima sulla composizione del nuovo Europarlamento. In base ai dati diffusi dal Parlamento europeo, il Ppe si attesta su 263 eurodeputati, il Pse a 163, i liberaldemocratici (Adle) a 80, i verdi a 52, il gruppo di destra Uen a 35, la sinistra europea (Gue) a 33, gli euroscettici di Ind dem a 19 e il gruppo degli altri a 91. Quanto all’apporto dell’Italia, Il Pdl si conferma a 29 eurodeputati, l’Udc scende a 5 rispetto alla stima precedente, il Pd resta a 22, e la Lega sale a 9. Infine l’Idv porta a casa 7 europarlamentari.

REAZIONI. “I due obiettivi che ci eravamo dati all’inizio della mia segreteria sono stati raggiunti. La conferma del progetto del Pd e fermare la destra, e in particolare questa destra”. Lo ha detto il numero uno dei democratici, Dario Franceschini, commentando in conferenza stampa i dati delle europee. Da Umberto Bossi (Lega) rassicurazioni per il Cavaliere: “Nel governo non cambia nulla”, ha detto. Il Pdl cerca di minimizzare su un risultato che è andato ben al di sotto delle aspettative, facendo notare il maggiore calo percentuale registrato dal Partito democratico e giustificando la frenata con il forte astensionismo. Casini (Udc) legge nel risultato un rifiuto del bipartitismo da parte dell’elettorato. Le sinistre, divise, sono rimaste dall’Europarlamento. Ferrero (Prc) parla di una “scissione di troppo”. Per Vendola (Sl) i dati confermano la bontà dell’idea di costruire “un cantiere nuovo della sinistra in Italia, che è stato aperto dal voto e che noi non chiudiamo”. I radicali, infine, lamentano la loro sostanziale assenza nei programmi informativi della tv pubblica.

(ultimo aggiornamento: 17:07)


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TAGS elezioni europee

08/06/2009 02:34

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