Da almeno due decenni il Lazio meridionale, e soprattutto la provincia di Latina, sono considerati
terra di conquista da parte dei clan camorristici del Casertano. Come raccontano tutte le inchieste
delle commissioni antimafia...
di A.L.
...che si sono succedute nelle ultime legislature, la penetrazione della criminalità organizzata è stata capillare, specie nella pianura pontina: racket, estorsioni, controllo dell’edilizia. Nel novero negli interessi criminali non poteva mancare l’agroalimentare. Il mercato ortofrutticolo di Fondi (Mof) è il secondo d’Europa. È uno dei punti nevralgici del sistema agricolo italiano: tra tir che arrivano e tir che partono, qui si fanno i prezzi, qui si decide chi comanda.
Secondo la Direzione distrettuale antimafia, a Fondi vige “l’estorsione indiretta”. Agguati e attentati ci sono, ma solo in casi estremi; la normalità è data invece dalla presenza di alcune imprese di trasporto e ditte di imballaggio che hanno assunto un ruolo oligopolistico: i produttori e i grossisti sono costretti a privilegiarle se non vogliono essere messi ai margini. Così, l’impiego massiccio di manodopera straniera sottopagata può essere letto in un altro modo: è l’altra faccia della medaglia di un sistema che, strozzando i prezzi all’inizio della catena, richiede una compressione straordinaria del costo del lavoro.
A lungo si è sottovalutata la pericolosità dell’intreccio tra criminalità organizzata, economia e politica nel Lazio meridionale, e il mancato scioglimento del Comune di Fondi lo rivela appieno. La vicenda è quasi paradossale. Fin dall’8 settembre 2008 il prefetto di Latina ha chiesto lo scioglimento per infiltrazione mafiosa: nella richiesta si parla di relazioni tra “figure di vertice del Comune di Fondi”, amministrato dal centrodestra, e il boss napoletano Domenico Tripodo, legato sia ai Casalesi che alla ’Ndrangheta. Solo il 2 aprile scorso il ministro dell’Interno Maroni ha sottoscritto il decreto, eppure il Consiglio dei ministri non ha ancora firmato la delibera, avviando di fatto l’insediamento di un commissario prefettizio. Nel frattempo sono state sciolte altre due amministrazioni comunali, Rosarno (Rc) e Villa Literno (Ce). Anche queste – e forse non è un caso – insediate in territori in cui vige un feroce sfruttamento in agricoltura.