
Immigrazione
Medici-spia, la questione non è affatto risolta
La Camera aveva stralciato l’emendamento. Ma il pacchetto sicurezza prevede tuttora il “reato di ingresso e soggiorno illegale”. Il che rende obbligatoria la denuncia da parte del pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, medici inclusi
di Marco Togna
» SCHEDA, Le misure principali del pacchetto sicurezza
Qualora il provvedimento venisse approvato, le conseguenze sarebbero gravi. I primi a saperlo sono gli operatori di Medici Senza Frontiere, la più grande organizzazione internazionale di soccorso e assistenza, dal 1971 attiva in tutte quelle zone del mondo in cui il diritto alla cura non è garantito. “L’immigrato irregolare – spiega Rolando Magnano, vice responsabile dei progetti per l’Italia – tenderà a non rivolgersi alle strutture pubbliche, questo favorirà l’invisibilità di questa fetta di popolazione straniera, sottraendola a qualsiasi tutela sanitaria. Oppure arriverà in ospedale soltanto in presenza di patologie gravissime o croniche, con conseguenze pericolose per la propria salute, per la salute collettiva e per il Servizio sanitario nazionale, che si troverebbe a gestire casi complicati, con aggravio di costi e di impegno”. È presumibile, conclude Magnano, che a risentire maggiormente di questa ambiguità giuridica “saranno le categorie più vulnerabili, cioè i minori o le donne in gravidanza. Quest’ultime, ad esempio, in virtù del loro stato hanno diritto al permesso di soggiorno, ma debbono prima farselo certificare dall’ospedale, quando sono ancora clandestine. Potrebbero quindi non rivolgersi alle strutture pubbliche”.
Un ultimo problema, già denunciato dai sindacati e dagli ordini professionali, è quello della nascita di percorsi sanitari paralleli, quindi al di fuori del controllo e della verifica pubblica “Abbiamo notizie di ambulatori clandestini (riportate anche dalla stampa nazionale, ndr), e questo ci preoccupa moltissimo” conclude il segretario nazionale della Fp Cgil Medici Massimo Cozza: “Ma occorre anche segnalare che il semplice annuncio di un simile provvedimento ha già provocato la diminuzione del 15-20 per cento dell’accesso degli immigrati al Servizio sanitario nazionale. È passato il messaggio che l’ospedale non è più un luogo sicuro, questo è inaccettabile”.
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12/06/2009 15:58














