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Brunetta: “Povertà diminuisce”. Di che paese parla?

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Per il ministro la crisi in Italia non esiste. Podda (Fp-Cgil): "Vive in un mondo immaginario, i lavoratori attendono ancora di discutere la 'sua' riforma". Fammoni (Cgil): "I dati sul calo del Pil dicono esattamente il contrario"

autore: Forum PA, da flickr (immagini di autore: Forum PA, da flickr)
“Per 30 milioni di lavoratori dipendenti e pensionati la crisi ha portato a un aumento del potere di acquisto, grazie all'incremento delle retribuzioni e alla diminuzione dell'inflazione. Il risultato e' che 'la poverta' in Italia e' diminuita'. Sono queste parole del ministro Pubblica Amministrazione Renato Brunetta a scatenare le dure reazioni da parte dei sindacati e del Pd.

Secondo Brunetta, infatti, i disoccupati-cassa integrati creati dalla crisi economica sono circa 3-400mila: 'un dato grave ma non gravissimo'. 'Sembra paradossale e controcorrente - ha aggiunto di fronte alla platea riunita a Confindustria per la giornata dell'innovazione, che di fronte alle parole del ministro ha comunicato a rumoreggiare, - ma queste sono le statistiche'.

Oltre a chi la crisi la subisce, però, ci sono a detta del ministro “15 milioni di posti di lavoro dipendente per i quali le dinamiche salariali progrediscono del 3-4% annuo e il potere di acquisto e' aumentato', grazie ad un'inflazione in calo. Ai lavoratori dipendenti vanno infine aggiunti, secondo il ministro, “16-17 milioni di pensionati per i quali le dinamiche sono simili. Questo comporta che '30 milioni di redditi in questi 12 mesi hanno mantenuto o incrementato il potere d'acquisto'.'Al netto dei cassintegrati-disoccupati equivalenti - ha concluso Brunetta - il potere di acquisto e' cresciuto dell'1-2%. Questo spiega perche' non ci sia in Italia una crisi sociale'.

La risposta di Carlo Podda, segretario generale Fp-Cgil non si è fatta attendere. Per Podda quello di cui parla il ministro è “un mondo immaginario”. 'Finita la campagna elettorale - afferma il sindacalista - speravamo che il Paese tornasse a parlare di se stesso, dei suoi problemi. Speravamo che anche il ministro Brunetta, una volta analizzato il voto, avesse capito che la realta' e' ben diversa dal mondo virtuale in cui il Paese e' stato costretto a vivere. Ma il ministro e' tornato a parlare agli italiani di un mondo immaginario, fatto di innovazioni e modernizzazioni improbabili, fino a sostenere che 'in Italia e' diminuita la poverta'.

Brunetta siede nel Governo 'che meno ha speso per fronteggiare la crisi, appena lo 0,2% del Pil secondo l'Fmi, e continua a proporre effimere ricette a costo zero', insiste Podda, ricordando che i lavoratori attendono ancora 'di poter discutere la 'sua' riforma, e che, passato l'attivismo elettorale, finita la stagione degli insulti e degli anatemi, il ministro ci permetta di dire la nostra e ci porga le sue scuse'. 'Come attendiamo di poter vedere i lavoratori pubblici votare per le proprie Rsu', ha concluso.

Le esternazioni di Brunetta, però, hanno scatenato aspre repliche anche da parte del Pd. Gianluca Lioni, responsabile terzo settore del partito ha parlato di “un mantra lunare” del ministro. “Il problema – ha proseguito - e' che il governo quando passa dal piano delle formulazioni astratte a quello della realta' fallisce miseramente. La Cisl, invece, per bocca del segretario confederale Gianni Baratta mostra le cifre della crisi in Italia: 'Cassa integrazione, dati economici e prospettive di una contrazione del pil quest'anno intorno al 5% lasciano ritenere che avremo una compressione dei consumi – ha detto - un problema di minori introiti fiscali e un conseguente aggravio dei conti pubblici'. Contrariata è apparsa anche l’Ugl, il cui segretario generale, Renata Polverini afferma: “L’impoverimento del potere d`acquisto dei salari, come pure delle pensioni, risale a molto prima della crisi, e non può dirsi risolto né attenuato".

“Come si fa a sostenere che la povertà diminuisce? Di che paese parla?” si chiede infine il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. “I dati sull’occupazione, i dati sulla povertà delle famiglie, i dati sul calo del Pil, dicono esattamente il contrario”, sottolinea Fammoni che aggiunge: “Bankitalia afferma che le negative previsioni sull’occupazione porterebbero ad un’ulteriore decurtazione del reddito disponibile delle famiglie e dei loro consumi e proprio oggi la Conferenza episcopale italiana parla di disuguaglianze sociali che aumentano. E’ evidente che il governo vuole continuare a nascondere gli effetti della crisi, a dire che è già stato fatto tutto quanto era possibile e necessario. Noi, invece, - conclude Fammoni - continuiamo a dire che si può e si deve fare di più e coerentemente continueremo per questo a svolgere la nostra azione di proposta e di mobilitazione”.

Dello stesso avviso la segretaria generale dello Spi Cgli, Carla Cantone: “Ma siamo certi – afferma – che Brunetta viva in questo paese? Come fa a dire che in Italia la povertà è diminuita? Come è possibile che non abbia presente che oltre otto milioni di pensionati vivano con meno di 800 euro. E che abbia rimosso milioni di ragazzi precari, o che gli siano sfuggiti tre milioni di persone, tra giovani e vecchi, non autosufficienti e senza alcun sostegno da parte dello Stato”. Mentre anche “la Cei denuncia che il tessuto sociale si va sfilacciando e le disuguaglianze aumentano invece di diminuire”, prosegue Cantone, “suggeriamo a Brunetta di rinunciare a qualche convegno e di fare un salto alla Caritas, di prendere un autobus, di entrare in un supermercato e di chiedere venia alle fasce più deboli della popolazione che – conclude la segretaria generale dello Spi – stanno pagando maggiormente questa crisi. Tra questi, ai primi posti, i pensionati e i lavoratori dipendenti”.


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TAGS crisi brunetta

09/06/2009 17:44

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Lasciatelo perdere il Ministro Brunetta. Non gli date più importanza di quanto ne debba avere. Questo ministro, nominato tale dal suo padrone come faceva Caligola (anche se lui non appartiene alla nobile casta equina) ha la delega a BUFFONE DI CORTE e ogni giorno deve inventare qualcosa per far ridere il suo padrone.
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il miniminist..pardon!! il ministro dovrebbe avere il coraggio di dire queste cose fuori a qualche fabbrica all'orario di uscita e magari dopo aver allontanato la scorta ...sono sicurissimo che anche conoscendo la civilta' e la correttezza di noi lavoratori reali (non siamo in una fiction berlusconiana) ci penserebbe due volte prima di dirlo non siamo da vespa e tantomeno all'assemblea di confcommercio o confindustra...ps.brune' cerca di crescere un po' sei troppo in basso.......

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