Domani a Cagliari, Hotel Mediterraneo, dalle 9.30 si riunirà l’assemblea unitaria dei quadri e delegati del settore industria e dei servizi a rete. E' quanto si apprende da una nota della Cgil Sardegna.
"Sarà l’occasione per affrontare tutti i problemi che affliggono il nostro apparato produttivo e infrastrutturale – ha detto il segretario generale della Cgil Enzo Costa - mettere a punto un documento di rivendicazione che non può non partire che dalla richiesta di un tavolo nazionale alla presidenza del consiglio dei ministri che riveda l’intesa istituzionale di programma Stato-Regione e affronti tutti i problemi e le condizioni di crisi che vive l’intera Sardegna". Nel frattempo, lo sciopero generale del comparto è una certezza, unica incognita, la scelta della data.
L’obiettivo del sindacato è pungolare istituzioni e politica affinché vengano costruite oggi le condizioni per superare i limiti materiali e immateriali che da sempre ci affliggono per essere pronti quando i mercati ripartiranno. Pertanto vanno rilanciate le vertenze, prima di tutto sulla sicurezza e la prevenzione della salute dei lavoratori attraverso la verifica della totale osservanza del decreto legislativo 81, in tutti i luoghi di lavoro, e il rilancio della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (oltre che aziendale, anche di sito e territoriale).
E’ indispensabile l’avvio di una nuova fase industriale che parta dal consolidamento dell’esistente e sviluppi nuove produzioni ad alto valore aggiunto e compatibili con l’ambiente. Sulla continuità territoriale per le persone e per le merci, servono interventi tesi a superare gli svantaggi legati all’insularità e come strumento di rilancio delle produzioni e del turismo.
Altri temi fondamentali, secondo il sindacato, sono: il costo dell’energia e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili e a basso impatto ambientale (metano); l’ammodernamento delle reti di distribuzione (energia, Tlc, gas, acqua); il rilancio delle politiche di trasporto pubblico locale (ferrovie, metropolitane di superficie e urbane); il rilancio del territorio rurale e delle politiche di sviluppo dell’agroalimentare anche come strumento di contrasto allo spopolamento delle zone interne; nuove politiche della formazione tese a combattere la dispersione scolastica, aumentare il livello culturale della popolazione e favorire l’inserimento nel mondo del lavoro dei giovani e dei lavoratori espulsi.
Su questi nodi da domani partirà una forte mobilitazione unitaria, che sarà sostenuta da adeguate azioni di lotta e che gradualmente sarà estesa a tutti i settori e a tutti i comparti. L’obiettivo sarà sempre quello di stimolare e favorire le azioni della politica locale dandogli più forza e incisività, in primo luogo nei confronti del Governo, e il metodo sarà quello di mantenere e far crescere la ritrovata coesione sociale.
"Serve una svolta storica – conclude Costa - nella visione dell’economia, della politica economica e delle relazioni con e tra le parti sociali. Dopo questa crisi il mondo del lavoro, della produzione, della finanza non saranno più gli stessi".