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Europee: la Sicilia tradisce Berlusconi

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Il Pdl in Sicilia frena bruscamente e si ferma al 36,44%. Un dato parecchio deludente per Berlusconi, considerato che i vertici regionali del partito sognavano di superare il 50%, puntando ben oltre l'obiettivo nazionale. A influire la rottura con il governatore Raffaele Lombardo ed un forte astensionismo: in Sicilia ha votato solo il 49,17% degli aventi diritto (-11,2% rispetto alle europee del 2004). I voti per il Pdl, in realtà, sono in crescita rispetto alle regionali dell'anno scorso, quando si era piazzato al 33,4%, ma risultano in calo di oltre 10 punti rispetto alle politiche, quando il Pdl era al 46,6%.

I risultati dunque hanno dato ragione all’'Mpa di Lombardo
, che dopo aver sciolto la giunta siciliana, si è candidato insieme a La Destra di Storace, ai Pensionati e all'Alleanza di centro, e si è attestato al 15,64%, confermandosi il terzo partito nell'Isola. Alle regionali aveva avuto il 13,9%, ma complessivamente le tre liste riconducibili al governatore avevano ottenuto circa il 22%. Il dato siciliano, in ogni caso, non basta al governatore per centrare l'obiettivo del 4% a livello nazionale.

Il Partito democratico, invece contiene i danni e si piazza al 21,88%, era al 18,76% alle regionali (ma c'era anche il 3,1% della lista Anna Finocchiaro), mentre alle politiche era al 25,4%. Tiene anche l'Udc: l'11,89% contro il 12,5% delle regionali (ma alle politiche non ando' oltre il 9,4%). Vola, invece, L'Italia dei valori che passa al 7,13 (era all'1,84 un anno fa alle regionale e al 3,4% alle politiche); e in provincia di Palermo, dove subisce l'effetto Orlando, arriva all'11.98%. Palermo, tra l'altro, premia anche l'Udc con il 16,59%. Si conferma il dato della sinistra che nelle scorse regionali si presentava unita sotto la lista Sinistra Arcobaleno (4,87%): adesso Rifondazione, Sinistra europa e Comunisti italiani non vanno oltre il 2,24%; mentre Sinistra e liberta' il 2,12%).

L'Mpa tra l'altro sfonda, come era del resto prevedibile, nella Catania di Lombardo: nella provincia etnea la lista formatasi attorno alla formazione autonomista conquista il 25,83%. Un risultato che consente all'Mpa di essere il secondo partito nel territorio, dietro al Pdl che si piazza al 38,11%. Il Partito democratico non va oltre il 18,75%. Italia dei Valori e' il quarto partito con il 5,09%; subito dietro l'Udc con il 4,75%.

La sfida tra Pdl e Pd finisce in parita', invece, per quanto riguarda le province 'rosse' della Sicilia. A Enna vince il Partito democratico; a Caltanissetta di misura il Popolo delle liberta'. Nel primo caso, nel territorio 'dominato' da Mirello Crisafulli, il Pd ottiene il 29,03%; il Pdl il 27,58%. L'Mpa e' il terzo partito con il 16,54%. Di poco dietro l'Udc con il 15,64%. A Caltanissetta, che esce da dieci anni di sindacatura di centrosinistra (e dove si e' votato anche per il sindaco), ad avere la meglio nel territorio provinciale e' il Pdl con il 31,82%; 600 voti in piu' del Pd che si ferma al 31,26%. L'Mpa e' sempre il terzo partito con il 13,57%, avanti rispetto all'Udc, al 9,46%.

Tra l’altro, se saranno confermati i dati sulle preferenze
che trapelano da fonti del Pd Siciliano, al parlamento europeo 'voleranno' due paladini dell'antimafia: Rita Borsellino e Rosario Crocetta. Nell’intera circoscrizione Sicilia-Sardegna il Pd ha infatti raggiunto il 25,0% delle preferenze e dunque “scatterebbero”, come sostiene il segretario siciliano del Pd, Francantonio Genovese, due seggi.

"Il nostro è un risultato confortante, da cui dobbiamo ripartire per intercettare meglio il dissenso che i siciliani, anche attraverso una forte astensione, hanno espresso nei confronti dei governi di centrodestra", ha dichiarato Genovese. "Non bisogna dimenticare che fino a due settimane fa, nei sondaggi su base regionale, venivamo accreditati di un modesto 16%, mentre oggi ci attestiamo su una percentuale del 22%, superiore a quella delle precedenti regionali e di poco inferiore al risultato delle politiche su cui aveva influito positivamente il cosiddetto voto utile”.

Secondo Lombardo, invece, "Il dato del Pdl in calo non e' altro che la disattenzione nei confronti di problemi reali della gente: la crisi non e' stata affrontata subito per come e' realmente percepita dalle persone e c'e' stata una forte disattenzione per il Sud come per la gestione della vicenda dei Fas". “Il nostro dato” ha concluso il governatore - è quasi la meta' del dato del Pdl che solo una settimana fa si prefiggeva di ottenere la maggioranza assoluta, prefigurando una sorta di resa dei conti per il governo regionale". La delusione nel Pdl trapela dalle parole di Gaetano Quagliarello, vice capo gruppo del partito al Senato: “Paghiamo l'astensione che penalizza i grandi partiti'. “Ha influito il voto in Sicilia dove il governatore ha aperto una crisi nel corso della campagna elettorale e questa cosa non e' stata ben vista dagli elettori che non hanno votato', ha concluso.



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08/06/2009 11:36

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Secondo il segretario regionale del partito, in Sicilia al PD vanno due seggi. Davvero una bella beffa se ad essere eletti saranno - come in queste ore sembra - i due candidati fuori partito, la Borsellino e Crocetta. Gli altri, i non eletti, quelli che la tessera del Pd invece ce l'hanno, ringraziano.

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