I primi non esistono e non corrono il rischio di perdere il lavoro. I secondi invece ci sono e sono troppi, in un’Italia che per il premier non dev’essere né multietnica né multiculturale. Damiano (Pd): “Abbiamo un alieno fra di noi”
Ci siamo. Mancano meno di ventiquattr’ore all’apertura delle urne per le elezioni europee e amministrative. Silvio Berlusconi, come c’era da aspettarsi, calca la scena che sembra stargli stretta come un abito della taglia sbagliata. L’elenco dell’onnipresenza è vasto e non c’è che da scegliere, ma svettano i 47 minuti trascorsi dal premier a Matrix, su Canale 5, quasi senza contraddittorio. Tant’è, la televisione è sua e le regole non contano – non è una notizia. Fanno notizia invece le foto di nudità da Villa Certosa pubblicate dal quotidiano spagnolo El País, ma rischiano di oscurare cose dette e fatte dal premier nelle ultime ore che invece è bene non sottovalutare. Ad esempio la battuta su Milano, dove secondo il Berlusca “non sembra di essere in una città italiana o europea ma sembra di essere in una città africana. Questo non lo accettiamo”. Oppure la contestazione rivolta al governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, “reo” di aver lanciato l’allarme su quasi due milioni di lavoratori precari che rischiano di perdere il posto senza nessuna copertura sociale. Al riguardo il presidente del Consiglio ha le idee chiare: è tutto falso. “Un'informazione che non corrisponde alle cose che emergono dalla nostra conoscenza della realtà italiana”, dice Berlusconi.
“Abbiamo un alieno fra di noi, il presidente del consiglio. Vive in un mondo tutto suo e non sopporta chi osa raccontare la realtà della vita quotidiana, che gli è notoriamente sconosciuta”. Questa la replica del responsabile per il lavoro del Partito democratico, Cesare Damiano. “L'ultima vittima illustre - spiega - è il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, che ha avuto la spudoratezza di raccontare l'Italia vera e l'esistenza di una crisi economica grave e di fronte a noi”. “Berlusconi - prosegue Damiano - arriva persino a negare l'esistenza dei lavoratori precari e il fatto che, quando perdono il lavoro, non abbiano tutele adeguate. Cosa ne pensano gli oltre 300mila lavoratori a progetto e flessibili che hanno perso il lavoro già nel 2008, ai quali viene riconosciuto niente meno che il 20% della retribuzione come tutela sociale? Si può vivere con un'indennità di disoccupazione che per questi lavorati significa mediamente 170 euro mensili?”: Nel corso di quest'anno, infatti, 1,6 milioni di lavoratori precari rischiano di perdere il posto. "Sarebbe il momento che il governo - conclude l'ex ministro -, al di là degli attacchi irresponsabili, provvedesse a investire risorse adeguate”.
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“In questa campagna elettorale i temi concreti sono stati messi un po' all'angolo”. Così Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, alla vigilia delle europee. “Invece ci sarebbe bisogno di ripartire dai problemi concreti - dichiara -: la condizione delle persone e dell'economia, la situazione dei redditi e del futuro del paese”. La crisi, a suo giudizio, “può rendere veramente distante una zona del paese dall'altra, e per il Sud si gioca una partita importante per il futuro”. Le difficoltà non sono di carattere “psicologico”, conclude, ma “bisogna sostenere i redditi, creare posti di lavoro e avviare gli investimenti”.
“Il Partito democratico – dichiara il suo segretario Dario Franceschini- è l'argine allo strapotere di Berlusconi. Bisogna vincere l'astensionismo e agli 'esuli in patria' dico che questo non è il momento delle astensioni. Bisogna andare al voto e votare Pd che è l'argine allo strapotere i Berlusconi”.
Il presidente della Regione Puglia e leader di Sinistra e libertà, Nichi Vendola, a margine della manifestazione di chiusura della campagna elettorale a Bari, ha affermato: “Io - ha precisato – cerco di prendere onestamente i miei voti per un progetto che è quello di ricostruire la sinistra perché di sinistra c'è bisogno in Italia, perché la scomparsa della sinistra ha creato un buco nero nella vita del mondo del lavoro, nella cultura delle giovani generazioni, nella cultura dei diritti'. 'Allora - ha rilevato - Sinistra e libertà è la novità di questa campagna elettorale e tutte le nostre piazze sono piene, benché il nostro simbolo sia stato censurato molto dai grandi mass media”.
C’è già chi ha votato, e sono i cittadini del Regno Unito e dell’Olanda, che sono andati alle urne il 4 giugno. Gli exit poll in Olanda confermano le previsioni: il Partito per la libertà (Pvv), l'estrema destra anti-islamica e anti-europeista guidata da Geert Wilders, sarebbe la vera vincitrice delle elezioni europee. La formazione xenofoba ha ottenuto circa il 14,8% dei voti (contro il 5,6% delle politiche del 2006), un dato che se confermato farebbe balzare il Pvv al secondo posto tra i partiti olandesi e che gli consentirebbe di portare a Strasburgo 4 parlamentari sui 25 che spettano all'Olanda. I cristiano democratici (Cda) del premier Jan Peter Balkenende, al contrario, avrebbero perso il 4,1% arretrando al 20,3% (5 europarlamentari). Crollo verticale per i laburisti del Pdva (membri della coalizione di governo), che hanno perso il 10,2% crollando al 13,4% e ottenendo 4 seggi contro i sette delle precedenti elezioni. Hanno guadagnato invece i Verdi, passati dal 7,4 al 9,2% e dai democratici del D66, saliti dal 4,2 al 10,9%. Sono i primi dati indicativi della maratona elettorale.
Oggi, 5 giugno è il turno dell'Irlanda e della Repubblica Ceca, che terrà i seggi aperti anche sabato 6. Sempre sabato voteranno i cittadini di Cipro, Lettonia, Malta e Slovacchia e, nel pomeriggio, inizieranno le operazioni di voto in Italia, che verranno poi terminate domenica 7 sera. Negli altri 18 Paesi della Ue si vota solo domenica 7. Gli ultimi seggi a chiudere saranno proprio quelli italiani (insieme a quelli delle portoghesi isole Azzorre), dove le urne verranno sigillate alle 22 ora di Roma.