“La decisione di Nestlé di cedere a Bauli i marchi Motta e Alemagna e le attività produttive di panettoni e colombe non può che destare inquietanti interrogativi e forti preoccupazioni nei lavoratori di Perugina e nel sindacato”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Umbria Manlio Mariotti, secondo cui l’atteggiamento di Nestlé profila “seri problemi” di metodo e di merito.
Sottolinea il dirigente sindacale: “La risposta dei lavoratori del sito di San Sisto (Perugia), con la proclamazione dello sciopero di 8 ore per domani venerdì 5 giugno, la possibilità che a questo inizio di mobilitazione possa far seguito, se Nestlé continuasse a non dare le risposte e i chiarimenti necessari, una manifestazione nazionale dell’intero gruppo, dimostrano la determinazione con la quale maestranze e sindacato intendono contrastare i comportamenti di Nestlé e gli effetti negativi che potrebbero derivarne”.
Per la Cgil regionale “è incomprensibile che in una situazione di così acuta crisi economica, con il prospettarsi, per il paese, di una vera e propria emergenza occupazionale, con il rischio di un incrudirsi dei conflitti sociali, con la sempre più avvertita esigenza di preservare, in un così difficile e complesso passaggio, le condizioni di unità e coesione sociale, la Nestlé decida di modificare strutturalmente e strategicamente la sua presenza industriale in Italia senza informare, discutere, confrontarsi con il sindacato”.