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Crisi, la Ces vuole un'Europa più sociale

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La Confederazione europea dei sindacati riunita a Parigi chiede un New Deal: “Più posti di lavoro e più giustizia sociale contro la crisi”. Epifani: “L’Europa delle istituzioni è in crisi, quella dei sindacati sia coesa”

Sarà ricordata come la “Dichiarazione di Parigi”. È quella approvata dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces) il 28 maggio nella capitale francese, che mette insieme le istanze di 82 sigle di 36 paesi europei in rappresentanza di 60 milioni di lavoratori. La constatazione di base è il ritorno della “disoccupazione di massa causata dal predominio del modello economico neoliberale negli ultimi 30 anni” che, crollando, “ha provocato la catastrofe economica”.

Per la confederazione,
dunque, c’è la necessità di ristabilire “l’equilibrio democratico ceduto ai mercati”. Contro la disoccupazione “l’Ue deve adottare un approccio convincente”, per questo la Ces reclama un New Deal sociale come motore di giustizia e in favore di più posti di lavoro e di migliore qualità: “Mai più il capitalismo finanziario che possa infliggere una crisi come l’attuale all’Europa, al mondo e ai lavoratori”, è in estrema sintesi l’appello che arriva da Parigi.

Le richieste. Si parte dall’aumento dei posti di lavoro e della qualità dell’impiego (al riguardo la Ces chiede al Consiglio e alla Commissione europei un piano d’ investimenti pari all’1 per cento del pil nei prossimi tre anni”). Il rafforzamento dei sistemi sociali e la lotta all’esclusione sociale costituiscono il secondo punto chiave della Dichiarazione di Parigi. La terza istanza “chiede un Protocollo di progresso sociale che dia la priorità ai diritti sociali e all’azione collettiva”. Viene sollecitata anche una “partecipazione effettiva dei lavoratori alla democrazia economica”.

Quanto alla Bce,
“dev’essere coinvolta nella crescita e nell’impegno per raggiungere una situazione di pieno impiego di qualità, invece che concentrarsi solamente nella stabilità dei prezzi”. Nel mirino dei sindacati del Vecchio Continente ci sono anche la deregulation finanziaria e i paradisi fiscali. “È essenziale porre in atto una regolamentazione effettiva dei mercati finanziari e un’equa distribuzione delle ricchezze – si legge – al fine di evitare il ritorno al capitalismo da casinò o allo status quo degli ultimi 20 sui mercati finanziari”.

“La Dichiarazione che abbiamo approvato – ha detto il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, presente a Parigi – è importante per chiedere più Europa sociale. Il sindacato deve tenere le proprie posizioni mentre l’Europa istituzionale è un po’ in crisi”. Le richieste della Dichiarazione di Parigi, si è poi chiesto il leader della Cgi, "chi le deve fare se non la Commissione Europea, il Parlamento europeo e il Consiglio Europeo?. Se non lo fanno prevarranno le logiche nazionali e questo renderà l’Europa terribilmente più debole. Già gli Stati Uniti e il Brasile, ad esempio, stanno recuperando terreno”.



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TAGS europa sindacati crisi ces

28/05/2009 23:00

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