Primo maggio: senza crescita e occupazione il Paese implode
Deve cambiare. Cambierà. La politica economica e sociale del governo italiano e quella di molti paesi europei, che blocca la...

I timidi segnali positivi non autorizzano ottimismi facili. Si tratta di segnali che interessano contestualmente vari, importanti indicatori, ma che sono di intensità troppo debole per poter parlare di avvio della ripresa
di Beniamino Lapadula
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TAGS crisi economica
28/05/2009 18:56
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Un’ombra oscura il territorio, da nord a sud dell’isola: il tessile nel Nuorese, la chimica e il petrolchimico tra Porto Torres e Assemini, il polo industriale del Sulcis Iglesiente. E l’industria del turismo è in ritardo sull’avvio della stagione
L’intervento del leader Cgil al congresso della Cisl. “Sono stati messi al massimo 2-3 miliardi di euro". Apertura a Bonanni su fisco e democrazia sindacale. Ma la ferita dell’accordo separato sui contratti resta. Pensioni, completare la riforma di Prodi
In attesa che la Fiat presenti il suo piano, la tensione è grande. 5.300 dipendenti diretti, che con l’indotto arrivano a 18-20mila. “La Fiat fa il suo mestiere, il sindacato rincorre, il governo italiano sta alla finestra”
Pillole dai media esteri. Krugman sul NYTimes: “I lavoratori non protestano perché temono di non trovare un’altra occupazione”. Marchionne visto dall’Economist: il merger-mad ha colto un’opportunità. Limiti alle emissioni, Obama punta sul cap and trade
Intervista a Silvano Andriani. Meno consumi privati, più beni pubblici, ed è arrivato il momento di pensare una “economia verde” anche per l’Italia. C’è una parola chiave per il sistema manifatturiero, che resta e deve restare centrale: la qualità
Riguarda tra i 3,5 milioni e i 4 milioni di persone. Altieri (Ires): “Il problema non è la flessibilità scelta, ma quella imposta”. Dibattito sugli ammortizzatori sociali tra Boeri, Leon e Mariucci. Proposta Cgil: meno contratti, più regole
Intervista a Marco Onado. L’unica cosa certa è che occorrono soluzioni non improvvisate, perché il deficit di capitale che si è determinato nel sistema internazionale è significativo e la perdita di fiducia nelle banche è reale
La Cgil riunisce economisti e politici in un dibattito dal quale emergono tre linee. Necessario un ripensamento del modello di sviluppo. Va rivisto il ruolo dello Stato. Data l’origine della crisi, anche sociale, è centrale il tema delle disuguaglianze
Le proposte degli economisti al G8: aumentare la progressività dell’imposizione fiscale, combattere il dumping sociale, aiutare i paesi poveri a rilanciare le economie. Sulle banche: meglio nazionalizzarle che i salvataggi. “La crisi non è ancora finita”
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