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Terremoto: protesta vigili fuoco, o fondi o sciopero

O il governo ripristina l'emendamento al decreto Abruzzo che prevedeva adeguamenti di organici, mezzi e indennita' di soccorso per i vigili del fuoco, o l'intera categoria si fermera' per sciopero: esplode la protesta dei
vigili del fuoco ormai da due mesi impegnati senza sosta nell'emergenza terremoto. 'Nel tentativo di arginare il forte malcontento e la collera che si registra tra il personale che opera da settimane nell'area terremotata - afferma il segretario della Cisl vigili del fuoco, Pompeo Mannone - Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione della categoria. Ma se il governo non manterra' quanto promesso, e cioe' se il ministro dell'Interno non riuscira' a convincere l'intero esecutivo sulla indispensabilita' delle misure in favore del Corpo, attueremo tutte le forme di protesta possibili, assicurando comunque, anche in caso di sciopero, il servizio di soccorso alla
cittadinanza che, siamo certi ci sara' vicino in questa giusta rivendicazione'.

I pompieri si dicono stanchi delle tante parole spese
a loro favore durante l'emergenza, mai tradotte in atti concreti. 'Non ne possiamo piu' di essere presi in giro - prosegue Mannone - perche' ai soliti attestati di stima e considerazione non si fa seguito con misure sostanziali, nemmeno dopo un evento che ha messo a dura prova l'organizzazione del Corpo'. E meno male, conclude 'che il sisma e' accaduto in una zona circoscritta e facilmente raggiungibile da Roma e dalle regioni vicine: se il terremoto si fosse verificato in una zona diversa del paese e se
fosse stato di piu' ampie dimensioni, la risposta dei vigili del fuoco sarebbe stata inadeguata per la grave carenza di organici e per il taglio selvaggio delle risorse a disposizione'.

28/05/2009 16:12

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