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Allarme dei poliziotti

Roma, i commissariati rischiano di chiudere

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Organici ridotti. Mancano in media il 50 per cento degli agenti che servirebbero. E avanza il modello di sicurezza del sindaco sceriffo. “A Roma, ormai, la polizia rischia di essere diretta dal sindaco Alemanno attraverso il metodo delle ordinanze”

di Paolo Andruccioli

foto di Ambrosiana Pictures (da flickr) (immagini di foto di Ambrosiana Pictures (da flickr))
È allarme sicurezza nella capitale. Ma questa volta non si tratta di scippi, rapine o violenze in aumento. Questa volta sono i poliziotti a lanciare un grido di allarme a causa della carenza di risorse e di uomini. Secondo il segretario del Silp Cgil di Roma, Gianni Ciotti, praticamente tutti i commissariati della capitale sono ormai in sottorganico. A causa dei tagli della finanziaria del governo Berlusconi e a causa del mancato rinnovo del turn over, in ogni posto di polizia (almeno per quanto riguarda la Polizia di Stato) il personale risulta insufficiente. A questo si deve aggiungere la mancanza ormai cronica di risorse finanziarie. Il fatto che manchino i soldi per la benzina delle volanti non è più uno slogan. “Mancano in media – spiega Ciotti – il 50 per cento degli agenti che servirebbero. Il caso del commissariato di Primavalle (popoloso quartiere della capitale, ndr) è esemplare, ma non è purtroppo l’unico. Ci sono almeno altri tre o quattro commissariati che si apprestano a chiudere i battenti per mancanza di mezzi. Uno è quello di Centocelle”.

In effetti il grido di allarme non arriva solo dai sindacalisti. Il 22 maggio si è svolta per esempio un’assemblea di poliziotti proprio presso il Commissariato Primavalle. In quella occasione, raccontano alcuni poliziotti, è emersa l’esasperazione del personale per una condizione lavorativa ormai insostenibile. In particolare i quotidiani prelievi di uomini da destinarsi ai servizi di ordine pubblico e alle aggregazioni in Questura, stanno portando il Commissariato al collasso. “La dignità e la professionalità del personale – spiegano i poliziotti - sono sacrificate quotidianamente in nome di esigenze che servono a giustificare carenze e disorganizzazioni strutturali. Il Commissariato Primavalle nel 2005 prevedeva 140 uomini in pianta organica, ora ne sono in servizio 70, insufficienti a rispondere alle necessità di un quartiere difficile, fino a poco tempo fa sotto i riflettori dei media per il noto episodio di violenza sessuale”.

Il Silp Cgil – si legge in un comunicato - ha più volte denunciato la diffusa prassi dei dirigenti che in occasione dei servizi di ordine pubblico, oltre agli uomini previsti in ordinanza, portano al seguito personale d’iniziativa e non richiesto che finisce per gravare sull’economia dell’Ufficio in termine di carichi di lavoro e di straordinari. Nell’attuale situazione di difficoltà che colpisce gli uffici della Questura, e in particolare il Commissariato Primavalle, l’anomala procedura segnalata richiede un intervento urgente del Questore”. Nel corso dell’assemblea di Primavalle sono state quindi segnalate scelte organizzative assurde, come quella di assegnare alla ricezione delle denunce personale con qualifica di assistente. Il fatto è che il mancato riconoscimento dei diritti e della dignità professionale del personale, sta facendo nascere la cosiddetta “guerra fra poveri” dove l’operatore del commissariato, oggi fortemente penalizzato, addossa la responsabilità della sua condizione ai colleghi in servizio presso uffici non operativi e addirittura al sindacato, confondendo lo stesso con l’amministrazione.

Dal punto di vista del governo Berlusconi, però, le cose si vedono in tutt’altro modo. “Come non posso concordare sul fatto che bisogna mandare i poliziotti per le strade a garantire la sicurezza? Meno burocrazia e più polizia 'on the road' a contatto diretto con il cittadino, credo che su questo punto non ci sia nessuno che dissenta”. Così ha detto il ministro della pubblica amministrazione, Renato Brunetta, parlando davanti alle telecamere di 'Klauscondicio'. Il ministro, per spiegarsi bene ha aggiunto: “Certamente non è così facile dire dalla scrivania alla strada, non si può mandare in strada il poliziotto 'panzone' che non ha fatto altro che il passacarte, perché lì se li mangiano. Bisogna cambiare il concetto stesso di sicurezza, deve essere fatta da chi la sa fare".

Da parte loro, i poliziotti “panzoni” rispondono che si potrebbe cominciare con l’abolire molte delle scorte ai politici e agli uomini di governo, scorte che come è noto sono sempre state lo scandalo della sicurezza all’italiana. I veri sprechi – che Brunetta prudentemente omette – si annidano anche in quel modo di “proteggere” i politici. Negli anni passati non sono passati inosservate le denunce di usi e abusi delle scorte. Ci sono stati casi di poliziotti utilizzati per accompagnare a fare la spesa le moglie di uomini di potere. “Quello che non ci sta bene soprattutto – conclude il segretario del Silp di Roma, Ciotti – è il modello di sicurezza del sindaco sceriffo. A Roma, ormai, la polizia rischia di essere diretta dal sindaco Alemanno attraverso il metodo delle ordinanze. È stato così, per esempio, nel caso della ordinanza sulle prostitute. L’abbiamo contestata perché nei fatti consegnava nelle mani del sindaco l’intero reparto volanti della capitale”.




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TAGS polizia sicurezza pubblica amministrazione

28/05/2009 16:04

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