Fra i neodottori italiani del 2008 la laurea è entrata per la prima volta in casa nel 72% delle famiglie. E' quanto emerge da uno studio di Almalaurea. Questo fenomeno, spiega, è avvenuto anche per l'ampliamento della popolazione che accede agli studi, la cui platea si è estesa ai contesti sociali meno favoriti.
Tra il 2001 e il 2008, prosegue, oltre la metà dei laureati ha conseguito il titolo in una sede universitaria operante nella propria provincia di residenza: il 51,3%, rispetto al 46,4% del 2001, soprattutto di primo livello. Più che raddoppiata la presenza di laureati di altri paesi, pari a 6mila unità, provenienti per un terzo da Albania, Grecia, Germania e Romania.
Nello stesso arco di tempo, per effetto della diversificazione dell'offerta formativa generata dalla riforma, è cresciuta la quota dei laureati che si sono immatricolati in ritardo rispetto all'età canonica: i circa 17mila laureati del 2001 sono diventati 63mila nel 2008.
Nel 2001 il ritardo di almeno due anni all'immatricolazione riguardava 11 laureati su cento, sette anni dopo è quasi raddoppiato (21%). Ancora più consistente la ievitazione di quanti arrivano o tornano all'università con oltre dieci anni di ritardo rispetto all'età tradizionalmente considerata canonica: dal 2,8% al 6,5%.