"Nessuno può nascondersi dietro l’alibi di un permesso firmato o non firmato". Lo dice il segretario generale della Cgil Sardegna, Enzo Costa, tornando sull'incidente che ieri ha ucciso 3 operai alla Saras di Sarroch.
Vanno chiarite le cause della tragedia, e suo giudizio, e "sarebbe comunque gravissimo apprendere ufficialmente che dentro la raffineria le operazioni di lavoro vengano svolte in maniera spontanea, addirittura decise da singoli lavoratori".
Che il permesso ci fosse oppure no è una questione certamente importante, che verrà accertata dall’inchiesta ma, specifica, "in entrambi i casi esistono precise responsabilità che non hanno niente a che vedere con l’operato di singoli lavoratori". Non è accettabile che dentro uno stabilimento ad alto rischio, per chi ci lavora e per chi vive lì vicino, tutti i lavori, quelli diretti e quelli appaltati, non siano strettamente e rigorosamente controllati.
"Ciò che è accaduto ieri – conclude Costa – dovrebbe far riflettere chi, proprio in questi giorni di dibattito parlamentare, sostiene la necessità di modificare il Testo Unico sulla sicurezza per ridurre le responsabilità penali delle aziende: un fatto vergognoso in un paese come l’Italia che si distingue in Europa per l’alto numero di incidenti mortali e infortuni sul lavoro".