Nestlè: Flai Cgil, faccia chiarezza sui siti italiani
“Ci chiediamo ormai da mesi dove stia andando a finire il gruppo Nestlè, la prima multinazionale alimentare al mondo, e quali siano le sue reali intenzioni nei confronti di tutte quelle realtà produttive italiane delle quali è proprietaria". Lo dichiara la segretaria generale della Flai Cgil, Stefania Crogi. In molte occasioni, spiega, "abbiamo registrato l’intenzione della multinazionale di dismettere produzioni, di intraprendere operazioni di cessione di marchi e di rendere incerto il futuro de i lavoratori del gruppo".
In particolare, negli ultimi mesi sono mancati i piani di investimento per l’Antica Gelateria di Parma, per lo stabilimento della pasta fresca di Moretta (Cn) e per quello dei gelati di Benevento. Alla Perugina si sono deteriorate le relazioni sindacali a seguito di alcune decisioni unilaterali prese dall’azienda sull’organizzazione di lavoro mentre nei siti di Ferentino (Fr) e S.Martino Buonalbergo (Mn) i lavoratori sono in allarme per le voci di cessione dei marchi Motta e Alemagna, che sono state "maldestramente smentite dalla proprietà nei giorni scorsi ma poi confermate a mezza bocca".
Sono in gioco circa 3.500 posti di lavoro, che "potrebbero essere messi a rischio qualora la Nestlè non dovesse decidere di continuare ad investire nelle produzioni presenti nel nostro paese". Al prossimo incontro di gruppo, previsto per mercoledì 27 maggio a Milano, il sindacato chiederà alla multinazionale "quali sono le strategie che intende mettere in campo per gli anni a venire e la presentazione di un piano industriale credibile che garantisca ai lavoratori un futuro di stabilità”.