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Elezioni europee

Sinistra e Libertà, patto europeo per l’occupazione

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Intervista a Nichi Vendola. “Nuovi e migliori posti di lavoro attraverso formazione, ricerca, innovazione, tecnologia degli investimenti e lotta alla piaga del precariato. Ma anche un salario sociale europeo per i disoccupati”

di Carlo Ruggiero

autore: jepoirrier, da flickr (immagini di autore: jepoirrier, da flickr)
Nichi Vendola è capolista alle europee nelle circoscrizioni Meridionale e Insulare di “Sinistra e Libertà”, una formazione politica in cui sono confluiti alcuni dei partiti rimasti fuori dal Parlamento alle ultime politiche. La lista, nata in occasione delle prossime europee, raccoglie Verdi, Sinistra democratica, Partito socialista e Movimento per la sinistra (ex di Rifondazione), e punta decisa a raccogliere quel 4% dei consensi che le permetterebbe di conquistare una rappresentanza al Parlamento europeo. A Vendola, governatore della Puglia in carica, già cofondatore di ArciGay e della Lega italiana lotta all’Aids, abbiamo chiesto cosa pensa di fare Sinistra e Libertà nel nuovo Parlamento europeo.

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Rassegna.it: Cosa proponete in materia di politiche del lavoro?

Vendola: Proponiamo, essenzialmente, un Patto europeo per l’occupazione. Che vuol dire: innanzitutto nuovi e migliori posti di lavoro attraverso formazione, ricerca, innovazione, tecnologia degli investimenti e lotta alla piaga del precariato. Ma anche un salario sociale europeo per i disoccupati; la riduzione delle differenze nelle retribuzioni europee e la riduzione dell’orario di lavoro. Inoltre, proponiamo la tassazione sulla rendita e non sul lavoro: questo vuol dire colpire la speculazione finanziaria, tassare i grandi patrimoni e tutelare le piccole e medie imprese.

Rassegna.it: Cosa dovrebbe fare l’Unione europea per combattere la crisi economica? C’è bisogno di maggiori risorse?

Vendola: La gravissima crisi economica mondiale in atto segna il fallimento dell’ideologia neoliberista. Per uscirne bisogna cambiare questo disastroso modello economico promuovendo un cambiamento epocale e di civiltà. Questa è anche l’occasione per valorizzare e cambiare il ruolo della Ue. Infatti, c’è bisogno di nuove e coraggiose politiche sociali ed economiche che mettano al primo posto le cittadine e i cittadini.

Rassegna.it: Per quanto riguarda la politica estera, qual è il programma della vostra lista?

Vendola: Noi intendiamo sostenere la democrazia e la partecipazione in tutto il mondo, contro tutte le guerre e il terrorismo. Siamo contro gli armamenti e per il disarmo nucleare. Proponiamo, quindi, una politica estera comune, attenta in primo luogo al Mediterraneo, al Medio Oriente ai Balcani. Ma anche in grado di assumere la responsabilità per un mondo più giusto, per la pace, la sicurezza, il disarmo, la lotta alla fame e alla povertà.

Rassegna.it: Secondo voi le istituzioni europee vanno rafforzate?

Vendola: Su questo fronte c’è da fare ancora molta strada, tuttavia la nostra esperienza in questi anni ha dimostrato la possibilità e l’utilità di lavorare insieme sugli stessi obiettivi, pur partendo da gruppi diversi: Socialisti, Verdi, Sinistra Unitaria. Tutti i momenti importanti della legislatura che si conclude hanno visto protagonisti i parlamentari che ora fanno parte di Sinistra e libertà. Dal “pacchetto clima” alla direttiva Reach sulle sostanze chimiche; dal 7° programma quadro sulla ricerca e la tecnologia all’opposizione alle 65 ore di lavoro settimanali; dalla battaglia contro la proposta Bolkestein alle leggi sull’immigrazione e la protezione dei dati. Ma anche la mobilitazione contro la pena di morte e per la chiusura di Guantanamo, la richiesta di verità sui voli illegali della Cia e la ricerca di un indirizzo di pace in Medio Oriente.

Rassegna.it: Si parla spesso di assenteismo degli eurodeputati. Il suo partito intende monitorare le presenze dei propri parlamentari? C’è un codice di condotta interno?

Vendola: Non vi è dubbio che monitoreremo le presenze dei nostri parlamentari, tuttavia faccio notare che da una recente e autorevolissima inchiesta sulle presenze degli europarlamentari è risultato che i parlamentari europei di Sinistra e Libertà sono stati i deputati più presenti che il nostro Paese possa vantare. Con questa presenza costante ai lavori parlamentari è stato possibile orientare l’atteggiamento dell’Ue nei confronti dell’Italia a favore delle politiche migratorie e contro le discriminazioni, sulla concentrazione dei media, sulla gestione dei rifiuti e controbattere le bugie del governo a proposito dei costi del pacchetto energia. Abbiamo anche contribuito a fare del Parlamento europeo la casa degli europei, aprendolo a centinaia di militanti e membri di associazioni. Insomma, abbiamo usato il Parlamento come uno strumento al servizio dei cittadini, raccogliendo le istanze di gruppi e comitati e portando all’attenzione dell'Ue situazioni di illegalità e sperpero di denaro pubblico. Infine, ci siamo battuti per una riduzione dei costi della politica, e abbiamo ottenuto anche la riduzione degli stipendi degli europarlamentari italiani, che ora sono equiparati a quelli degli altri paesi membri.



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TAGS elezioni europee

20/05/2009 12:00

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