E con la situazione economica attuale il numero è destinato a salire. Circa 8,5 milioni di posti di lavoro sono a rischio nel biennio 2009-2010. L'impatto sociale potrebbe essere enorme. Spidla: “La crisi deve essere un momento di solidarietà”
La povertà non fa vittime solo nel terzo mondo, ma anche in casa nostra, in Europa. Per la Commissione Ue infatti ci sono 79 milioni di cittadini europei a rischio di povertà, e con la situazione economica attuale il numero è destinato a salire.
L'annuncio è arrivato oggi dal commissario agli Affari sociali, Vladimir Spidla, che in un comunicato avverte che “circa 8,5 milioni di posti di lavoro sono a rischio nel biennio 2009-2010, e l'impatto sociale potrebbe essere enorme”.
“La crisi deve essere un momento di solidarietà - ha aggiunto Spidla - che domani incontrerà un gruppo di persone che vivono in una situazione di povertà - non dobbiamo lasciare che la disoccupazione porti nuova povertà ed esclusione sociale”.
Migliaia in piazza a Bruxelles
Almeno 40.000 persone, soprattutto belgi, ma anche francesi e olandesi, hanno sfilate questa mattina a Bruxelles per difendere i posti di lavoro e il potere d'acquisto in Europa. "Noi vogliamo un'Europa che ci protegga dalle perturbazioni finanziarie che minacciano di posti di lavoro", ha dichiarato John Monks, leader della Confederazione europea dei sindacati (Ces). Gli organizzatori hanno stimato il numero di manifestanti in 50.000, la polizia ne ha contati 40.000. Tra di loro anche alcuni dipendenti delle aziende cui la Commissione europea appalta alcuni servizi, come i bar e la ristorazione, che oggi hanno infatti funzionato a ritmo ridotto, con alcuni bar interni chiusi e un menù composto di soli tre piatti alla mensa per i dipendenti.Il lancio di una serie di quattro euro-eventi era stato ieri a Madrid, dove decine di migliaia di manifestanti avevano già sfilato (20.000 secondo la polizia, 150.000 secondo gli organizzatori). La Ces organizza anche altre due manifestazioni sabato a Praga e Berlino.