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Via libera del governo alla “riforma” Brunetta

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legislativo delega per la produttività nella pubblica amministrazione. Dopo le minacce, il ministro non si dimette più e annuncia il dialogo sociale: “Sentiremo il sindacato al più alto livello”

autore: Forum PA, da flickr (immagini di autore: Forum PA, da flickr)
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al decreto legislativo delega per la produttività nella pubblica amministrazione. Lo ha riferito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine della riunione. Berlusconi ha ringraziato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, per l'impegno e ha annunciato che il provvedimento sarà resentato alle Camere lunedì. Prima del via libera definitivo, previsto per fine giugno, il ministro ha indicato come essenziale l'esame di Cnel, sindacati e Conferenza Stato-Regioni. Prima dell'ultimo passaggio in Cdm del decreto legislativo di attuazione della riforma della pubblica amministrazione 'sentiremo il sindacato al più alto livello". Lo annuncia il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta. "Penso che l'incontro - dice - si possa tenere tra fine giugno e gli inizi luglio, in maniera tale che ci sia ancora un mese per implementare le norme, visto che con questo provvedimento nasce qualcosa di nuovo per la pubblica amministrazione e per l'economia italiana".

Pochi giorni fa Brunetta aveva mandato una sorta di ultimatum al governo, lamentando “resistenze” all’approvazione del dlgs e minacciando le dimissioni. "In questo momento – aveva detto addirittura Brunetta a un’iniziativa della Cisl - non so se sono ancora ministro".

Sullo stesso tema:
» Il ddl Brunetta è legge  » Il dibattito al Senato
» Il ministro cancella i contratti, decide la legge
» Licenziamenti di massa nel pubblico


Il ddl Brunetta è stato approvato dal Senato a fine febbraio. Costituito da una decina di articoli, prevede la creazione di un nuovo modello di contrattazione, l'avvento della class action nella Pa e, infine, un sostanziale innalzamento della soglia minima di uscita per il pensionamento degli statali con il passaggio dal requisito dei 40 anni di contribuzione, comprensivi di eventuale riscatto della laurea o del servizio militare, ai 40 anni di servizio effettivo. L’altra novità riguarda il cosiddetto cartellino di riconoscimento, tutto il personale, cioè, a contatto con il pubblico dovrà obbligatoriamente indossare un cartellino identificativo o dovrà esporre sulla scrivania una targa indicante nome e cognome. Ma la vera novità consiste nei meccanismi di valutazione, in base alla quale ogni impiegato avrà una pagella per capire il suo grado di efficienza. Una nuova struttura, l’Autorità, che sarà chiamata a gestire il sistema di valutazione, avrà il compito di elaborarla. In base a questa scheda, i dipendenti più bravi dovrebbero essere premiati mentre altri potrebbero arrivare a rischiare anche il licenziamento, oltre ad essere a rischio sanzioni meno drastiche.

Per il responsabile del dipartimento Settori pubblici della Cgil, Michele Gentile, “si è voluto chiudere la stagione della contrattualizzazione del lavoro pubblico e dell’unità del mondo del lavoro, per rendere più deboli i lavoratori pubblici e privati, attraverso il ritorno al primato della legge”. Mentre, continua, “è tutto da scoprire il beneficio che i cittadini utenti dei servizi pubblici, e del sistema delle imprese, trarranno da un disegno che rimette tutta la Pubblica amministrazione sotto il dominio della politica”. “È un vero e proprio ritorno al passato, un errore grave di questo governo che contrasteremo con tutti gli strumenti che riterremo necessari”: questo il commento di Carlo Podda, segretario generale della Fp Cgil.



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TAGS ddl brunetta pubblico impiego

15/05/2009 13:06

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