Dal mini-summit di Praga un decalogo per tamponare la crisi: riduzione dell'orario di lavoro, formazione, abbassare il costo del lavoro e favorire gli investimenti. Monks: un inizio, ma speriamo in risposte ambiziose
Lavorare meno lavorare tutti. E’ questa, in sostanza, la proposta per tamponare la crisi uscita dal mini-vertice Ue sull'occupazione che si è svolto oggi, 7 maggio, a Praga. “Bisogna ridurre temporaneamente le ore di lavoro e aumentare la formazione” ha detto il presidente della Commissione Ue Jose Manuel Barroso nella conferenza stampa finale. "E’ necessario agire subito - ha continuato - e con le azioni che abbiamo lanciato oggi possiamo fare la differenza e dare delle risposte".
Quello di Praga, in realtà, doveva essere un vertice dei 27 capi di Stato e di governo, ma a causa delle perplessità di alcune capitali è stato derubricato a un mini-vertice a cui partecipano la presidenza di turno dell'Ue (Repubblica Ceca), le due presidenze successive (Svezia e Spagna), la Commissione europea e i rappresentanti delle parti sociali. L'obiettivo era quello di adottare un pacchetto di misure anti-disoccupazione nel vertice dei leader europei di giugno.
Al di là delle assenze, sul tavolo c’erano comunque i drammatici numeri dei posti di lavoro persi finora a causa della recessione (circa 4 milioni secondo i dati Ue) e le ultime previsioni economiche di Bruxelles, che indicano un tasso di disoccupazione Ue all'11% nel 2010 (11,5% in Eurolandia), con Paesi come la Spagna che raggiungeranno picchi del 20%. A farla da padrone lo spauracchio che l'emergenza sociale si aggravi nei prossimi mesi.
Il vertice ha comunque elaborato un decalogo di “azioni concrete” tra le quali c'é, come già detto, quella di portare avanti in questa fase una politica di riduzione dell'orario di lavoro, per evitare i licenziamenti: "Potrebbe essere un'opzione efficace - si legge nel testo - per la politica delle imprese di ogni taglia, con il sostegno dei fondi pubblici e anche del Fondo sociale europeo", al fine di "mantenere quanta più gente possibile al lavoro”. Nel testo, poi, si indica la necessità di considerare misure che riducano il costo del lavoro per favorire gli investimenti delle imprese. Inoltre si raccomanda agli Stati membri di promuovere la piena mobilità del lavoro, anche se - si sottolinea - ogni forma di flessibilità deve essere accompagnata da un reddito sicuro e dalla certezza del posto di lavoro.
L'Unione e gli Stati membri, insomma, “devono porre le persone al centro dei piani di rilancio e usare la crisi attuale come un acceleratore per sviluppare il mondo imprenditoriale”, devono “proteggere i più deboli, impedire che le perdite di posti di lavoro nell'immediato si trasformino in disoccupazione di lunga durata e perseguire l'obiettivo a lungo termine di combattere gli effetti dell'invecchiamento della popolazione e del calo della forza lavoro". Barroso ha inoltre tenuto a sottolineare come la proposta forte di una riduzione dell’orario di lavoro si accompagni alla necessità di “dedicare le ore in meno alla formazione”, perché c'è “sempre maggiore richiesta di lavoro qualificato". "Noi dobbiamo agire nell'interesse dei cittadini della Ue - ha aggiunto il presidente della Commissione - e conosciamo le loro difficoltà. Oggi abbiamo messo a punto idee concrete che porteremo al Consiglio europeo di giugno".
Ernest-Antoine Seilliere, presidente della Confindustria europea, presente anche lui al vertice di oggi, ha spiegato che la sua organizzazione ha elaborato dodici proposte "che contengono misure mirate per la creazione di 3,5 milioni di posti di lavoro". Presto saranno illustrate nel dettaglio, ma in particolare Seilliere si riferisce a due milioni di posti che secondo la sua organizzazione potranno venire "da un rivisitazione delle norme sul settore delle telecomunicazioni e lo sviluppo della banda larga", o dalla una "piena e rapida implementazione della direttiva servizi", dalla quale possono nascere 600mila posti di lavoro.
John Monks, segretario della Confederazione europea dei sindacati, però, non si è mostrato particolarmente entusiasta per l'incontro di oggi, ed ha sostenuto che "oggi è stato un inizio. Speriamo che insieme si possa costruire e che la risposta che emergerà sia sufficientemente ambiziosa".