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Rogo Thyssen, “Non cambiate il Testo unico”

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I parenti dei sette operai morti scrivono al presidente della Repubblica per sensibilizzarlo contro la modifica alle norme sulla sicurezza sul lavoro decisa dal governo. "Se fossero stati i vostri figli ad essere ammazzati e bruciati cosa fareste?"

autore: mag3737, da flickr (immagini di Davide Orecchio)
Le famiglie dei sette operai morti nel rogo della ThyssenKrupp hanno scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da oggi per tre giorni a Torino, per sensibilizzarlo contro la modifica del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro predisposta dal Governo.

A promuovere l'iniziativa è stata Laura Rodinò, sorella di una delle vittime, che anche questa mattina, come le volte precedenti, è in aula per l'udienza del processo per il terribile incendio del 6 dicembre 2007. "Ci stiamo adoperando per avere voce in capitolo - spiega - e per questo abbiamo inviato una lettera al capo dello Stato e per conoscenza a tutti i membri del governo".

La lettera si chiude con la frase "se fossero stati i vostri figli ad essere ammazzati e bruciati cosa fareste?". Per protestare contro l'eventuale modifica della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro alcuni dei famigliari hanno anche messo sui banchi dell'aula in cui si svolge il processo un'immagine con le foto delle sette vittime e la scritta “Non uccideteli una seconda volta”.

» Fiom: nel Tu una norma salva manager
» Sacconi respinge l'accusa: "processo alle intenzioni"
» Attacco al Testo unico

L’iniziativa segue di un giorno alla denuncia della Fiom. Secondo il sindacato dei metalmeccanici, tra le nuove norme per la sicurezza sul lavoro ce n’è anche una “salva manager” che mette a rischio il processo Thyssen e molti altri in corso. “Se passa questa novità contenuta nell'articolo 10 bis – spiega il segretario nazionale Giorgio Cremaschi – i livelli alti dell'azienda non saranno più responsabili di gravi infortuni. È una norma 'ammazza processi', un lodo Alfano per i top manager”. “Le responsabilità - continua Cremaschi - ricadrebbero così sui lavoratori, medici, fornitori e progettisti”. La nuova formulazione dell'art. 10 bis prevede, secondo quanto denuncia la Fiom, “che la responsabilità del datore di lavoro sia (...) esclusa se l'evento è imputabile a preposti, medico competente, progettisti, fabbricanti e soprattutto ai lavoratori, per violazione delle norme previste dal Testo unico sulla sicurezza". La norma sarebbe "retroattiva, per cui il primo effetto si avrà sui processi in corso”. Secondo Poli, “di fatto, si elimina la possibilità di accertare la responsabilità di chi sta più in alto, in molti casi top manager e amministratore”.

Il ministero del Lavoro, in una nota, ha respinto l’accusa della Fiom giudicandola "frutto di un odioso pregiudizio e di un processo sommario alle intenzioni"


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TAGS sicurezza sul lavoro sacconi fiom testo unico

21/04/2009 12:42

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