La Camera approva con 397 sì e il testo va in Senato senza la norma sulle ronde, che farà parte di un disegno di legge. Poi il governo va sotto sulle espulsioni nei Centri di espulsione e la Lega insorge. Maroni: “Sono furibondo”. Esulta l’opposizione
Niente ronde nel decreto legge sulla sicurezza. Il dietrofront del governo è arrivato stamani (8 aprile) a Montecitorio, dove la conferenza dei capigruppo ha raggiunto un accordo che pressappoco dice questo: l’esecutivo s’impegna a far discutere dal Parlamento (con un disegno di legge) la norma sulle ronde – appunto – e in cambio l’opposizione rinuncia all’ostruzionismo che di fatto stava impedendo la conversione del decreto. Proseguiti i lavori, in Aula arriva il colpo di scena che non ti aspetti: l’assemblea ha infatti approvato a scrutinio segreto (con il sì di 17 franchi tiratori della maggioranza) due emendamenti del Pd e dell'Udc che sopprimono l’articolo 5, quello sul prolungamento della permanenza degli immigrati nei Cie fino a sei mesi in attesa dell’espulsione, boccciando in pratica l'intera norma sui Centri d'identificazione e di espulsione.
LA CAMERA APPROVA, TESTO AL SENATO. Nel pomeriggio, visti gli accordi, l'Aula della Camera ha poi approvato il decreto legge. Il testo, che ora passa al Senato, è stato licenziato a Montecitorio con 397 voti a favore, sei contrari (i radicali) e due astenuti. I deputati della Lega, pure presenti in Aula, non hanno partecipato alla votazione.
OPPOSIZIONE SODDISFATTA. “Tolta la demagogia delle ronde, ora ci si può concentrare sulla sicurezza dei cittadini, cioè avere più forze dell'ordine sulle strade e trovare le risorse necessarie. Su questo noi del Pd siamo pronti a collaborare”. Così Dario Franceschini, commenta la decisione del governo di stralciare le norme relative all'istituzione delle ronde. “È una vittoria del Pd - sottolinea Franceschini - nell'interesse di tutti gli italiani ed è un risultato della condotta intelligente del gruppo parlamentare del Pd”. Sulla stessa linea l’Udc: “Ieri – ha detto il vicecapogruppo Michele Vietti – ci è stata sbattuta la porta in faccia, ma evidentemente l'atteggiamento dell'opposizione ha indotto il governo a rivedere questa decisione”. Soddisfazione è stata espressa anche dall’Italia dei valori.
LEGA FURIBONDA. Insorge il Carroccio, che proprio non digerisce la bocciatura alla Camera della norma sull'allungamento della permanenza nei Cie. “Sono furibondo”, ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni in conferenza stampa. “Ora – prosegue – il 26 aprile dovremo rimettere in libertà 1.038 clandestini. Domani mattina chiederò chiarimenti a Berlusconi e chiederò anche se intende attivarsi per reintrodurre la norma al Senato”. Più accomodante, invece, l’inquilino del Viminale, sullo stop alle ronde. “È stata una decisione sofferta ma l'unica per approvare il provvedimento prima che decadesse”.
SECONDO PASSO INDIETRO DEL GOVERNO IN DUE GIORNI. Quello sulle ronde è il secondo passo indietro dell'esecutivo in due giorni. Ieri, infatti, è arrivata la decisione del ministero dell'Istruzione di far slittare di un anno le nuove norme che richiedono la sufficienza in ogni materia per essere ammessi alla maturità. La proroga alla temuta 'regola del 5' è stata accolta con soddisfazione dal segretario della Flc Cgil, Domenico Pantaleo. "Il regolamento di attuazione della norma sulla valutazione – ha detto il dirigente sindacale interpellato da
Apcom – si presta all'arbitrio e avrebbe prodotto incertezza nel collegio dei docenti, con rischi evidenti di ricorsi".
(ultimo aggiornamento ore 19)