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Processo Thyssen: difesa, altro pulsante avrebbe evitato tragedia

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Lo ha detto in aula Vittorio Betta, docente all'Università di Napoli e consulente della difesa. Battibecco tra le parti, sia fra gli avvocati sia fra i consulenti. Udienza aggiornata al 21 aprile

Forse sarebbe bastato schiacciare un pulsante anziché un altro e l'incendio alla ThyssenKrupp non avrebbe causato, il 6 dicembre di due anni fa, la morte di sette operai. Lo ha detto oggi al processo in corso a Torino l'ingegnere Vittorio Betta, docente all'università di Napoli e consulente della difesa. L’udienza si è conclusa dopo circa sei ore e riprenderà il 21 aprile.

Betta, che ha fornito una ricostruzione del fatto su cui le parti civili nutrono comunque dubbi, ha spiegato che uno dei lavoratori, quando si accorse del primo focolaio, premette il pulsante di arresto della sezione di ingresso della linea: “Ma se avesse schiacciato quello della fermata di emergenza, a soli venti centimetri di distanza sulla plafoniera, non sarebbe accaduto più nulla”. In sostanza si sarebbe bloccato il flusso d'olio idraulico e il grande calore non avrebbe determinato l'esplosione della pompa. Per l'esperto, poi, a causare il focolaio furono le scintille generate a causa di una non perfetta imboccatura della lunga lamiera all'inizio della linea di scorrimento.

In aula ha parlato anche Marco Sasso, ex ufficiale dei Vigili del fuoco e consulente di parte civile, secondo il cui gli estintori presenti nelle acciaierie al momento della tragedia erano del tutto inadatti a un ambiente a rischio come quello della fabbrica tedesca: “Sono rimasto colpito – ha detto – dalla presenza di estintori esclusivamente ad anidride carbonica, che può essere utile in particolari ambienti e per particolari tipologie di incendio ma che non era sicuramente il tipo di estinguente più adatto per quel tipo di incendi”.

L'udienza di oggi è stata caratterizzata
anche da qualche battibecco tra le parti, sia fra gli avvocati sia fra i consulenti, oltre che da non pochi malumori dei familiari delle vittime, una delle quali ha voluto polemicamente fare “gli auguri di Pasqua agli assassini di mio fratello: loro andranno in vacanza, noi la celebreremo al cimitero”.



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TAGS thyssen

07/04/2009 16:24

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