Le reazioni del giorno dopo: per l’Unità è “il più grande soggetto di opposizione sociale”, tutti ammettono la portata dell’iniziativa. I giornali di destra polemizzano sui costi, Corso Italia smentisce. Angeletti e Bonanni prendono le distanze
di Emanuele Di Nicola
Cos’è successo il 5 aprile? Dopo la manifestazione nazionale della Cgil, che sabato scorso ha riempito il Circo Massimo, i quotidiani italiani reagiscono secondo le rispettive collocazioni politiche. Con alcuni punti comuni: tutti riconoscono la capacità di mobilitazione del sindacato di Epifani e il riavvicinamento dei leader e partiti della sinistra.
“Non c’è dubbio che (la Cgil, ndr) sia oggi il più grande soggetto di opposizione sociale”, scrive il direttore de L’Unità, Concita De Gregorio, spiegando che la partecipazione del Partito democratico “e’ un’eccellente notizia. Poiché all’opposizione serve un progetto solido da cui ripartire ecco un’idea semplice, lo dicono le immagini: Cgil e Pd non possono avere altro che un orizzonte comune”. Lo ammette Antonio Polito, direttore de Il Riformista: “Ogni tanto, a intervalli regolari, e di solito al Circo Massimo, dalle nebbie del presente riemerge la Sinistra”. Una “grande Cgil”, a suo giudizio, ma le persone che erano in piazza “non dispongono di un partito politico che sappia trasformarli da minoranza in maggioranza, tramutando la loro passione in azione”. In questo momento, conclude, la sinistra italiana “è grande solo al Circo Massimo, ci vorrà del tempo, e un gran lavoro, perché torni ad essere grande a Montecitorio”. Paolo Messa sul Tempo boccia i commenti del governo e invita a non ignorare la Cgil: “Il riferimento è sempre alla formazione di un fatidico “tavolo” di confronto – scrive - Il nostro Paese è un tavolificio continuo: chiudere la porta alla richiesta della Cgil sarebbe davvero miope”.
Torna d’attualità anche il ruolo del sindacato. Per Renato Mannheimer gli italiani lo preferiscono “più conciliante”: il sondaggio sul Corriere della Sera dice che “la maggior parte della popolazione (74%) – ivi compresa la grande maggioranza degli iscritti alle confederazioni, Cgil inclusa – auspica una linea sindacale relativamente più disponibile, volta comunque a trovare accordi”. Diverso approccio su Repubblica, per Ilvo Diamanti la presenza di Franceschini farà bene ai democratici: “Nell'ultimo mese, il Pd - nelle stime elettorali - ha ripreso a risalire con continuità. Anche nell'ultima settimana. Oggi è attestato intorno al 27%. Dunque, 6 punti meno di un anno fa, ma 4-5 più di febbraio”.
La polemica sui costi Libero e Il Giornale attaccano sul tema dei costi. Tutto parte dalle dichiarazioni di Giuliano Cazzola, deputato del Pdl e vice presidente della commissione Lavoro alla Camera: “Bisognerebbe interrogarsi sui costi della manifestazione – afferma alle agenzie -, probabilmente si scoprirebbe, tra altre cose più gravi, che importanti istituti bancari, severi con le piccole imprese, hanno aperto importanti linee di credito per finanziare la manifestazione”. Libero parla di 3-4 milioni di euro, spesi soprattutto per i trasporti, che includono i 60mila euro all’Ama per le pulizie ma non i 100mila euro pagati dal Comune di Roma per gli straordinari dei suoi addetti. Si arriva a 4,8 milioni secondo Il Giornale, che riflette sulla partecipazione reale: “C’è da sperare che la Cgil non dica il vero quando dichiara due milioni e 700mila partecipanti. E non perché una tale marea metterebbe a rischio la tenuta del governo (…) – scrive - Con una partecipazione del genere a traballare sarebbero semmai le casse della Cgil”.
Cgil, tutto falso, contributi volontari e risparmi di spesa Non si fa attendere la risposta del sindacato: “Accuse false e inaccettabili - si legge in una nota - le uniche risorse per coprire i costi della manifestazione derivano da contributi volontari di lavoratori, pensionati e dai risparmi derivanti da interventi di riduzione delle spese su alcuni capitoli del bilancio della Cgil per il 2009”. La campagna della stampa di centrodestra, quindi, è “un ennesimo tentativo andato male di screditare la nostra iniziativa”.
Gli altri sindacati
Cisl e Uil, infine. Che sono state citate nel discorso del segretario generale, Guglielmo Epifani, quando dal palco ha detto che “queste battaglie si potevano fare insieme”. Il leader cislino, Raffaele Bonanni, si fa intervistare dal Giornale, affermando che dalla condotta della Cgil emerge “un’idea da sindacato ottocentesco, quello delle barricate e delle cariche di Bava Beccaris, non da sindacato moderno”. Ci tiene a rimarcare le differenze: “Loro inseguono i risultati elettorali, non i risultati per la comunità: la piazza viene utilizzata a fini politici, non sindacali”. Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, su Liberazione riconosce la riuscita della protesta: “Non avevo dubbi che sarebbe andata così. Del resto, nessuno spera nel fallimento delle manifestazioni degli altri. Gli scioperi decisi da soli, se non riescono, possono danneggiare lo stesso strumento di lotta”. A suo giudizio, però, la Cgil risulta “comoda” per Berlusconi, dato che “se si vuole condizionare il governo, bisogna farci degli accordi, altrimenti il governo rimane libero”. Una nuova intesa senza Cgil, infatti, è attesa per la prossima settimana: il vertice tra sindacati e Confindustria potrebbe portare alla firma dell'accordo applicativo per la riforma dei contratti.
Sacconi,Brunetta assieme a Bonanni e Angeletti, con le loro dichiarazioni dimostrano soprattutto un grande nervosismo, ovvio che sperassero ardentemente nel fallimento della manifestazione,essi sanno e lo sa anche confindustria, che le persone in piazza sono le stesse che stanno nelle fabbriche.Per quanto riguarda il sindacato "conciliante" di Mannheimer, gli consiglio di farsi un giretto per le aziende in crisi, gli operai non vogliono assolutamente un sindacato "complice"
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Il sindacato più conciliante,dice Mannheimer? Ma se sono venticinque, dico 25 anni che non facciamo altro che"calarci le braghe e metterci a 90 gradi"..Dopo lamarcia dei 40 mila della FIAT e il referendum sulla scala mobile è stata una continua parabola discendente..Poi fortunatamente ci sono stati episodi come sabato sorso e come il 23/03/02 ma i contratti sono sempre stati rinnovati su posizioni di difesa, MAI DI ATTACCO, DI RIVENDICAZIONE DI DIRITTI E/O DI SACROSANTI AUMENTI SALARIALI!!
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E' proprio il Bonanni et simili a consegnare le Lavoratrici, i Lavoratori, i pensionati, i Giovani ai vari Bava Beccaris di turno. Ancora si accarezza l'idea di firmare nefandezze, non bastano i 3.000.000 di NO dello scorso referendum; eppur vero nemo profeta in patria.