Dal Consiglio superiore della magistratura arrivano “perplessità di ordine generale sulla possibilità di derogare al principio che assegna all'autorità pubblica l'esercizio delle competenza in materia di tutela della sicurezza, escludendo che questa possa essere affidata a privati”. Si tratta in pratica della bocciatura delle ronde istituite con il dl sicurezza, per le quali il Csm arriva anche a ipotizzare il rischio di una parziale incostituzionalità.
Nel suo parere sul decreto, in particolare, l’organo di autogoverno delle toghe mette in discussione il fatto che alle proprio ronde “sia affidato il compito di segnalare eventi che possono arrecare danni alla sicurezza urbana, ovvero situazioni di degrado sociale”. Secondo i consiglieri, infatti, questa fumosità nella definizione delle situazioni da segnalare affiderebbe alle ronde un “troppo elevato tasso di discrezionalità” nella scelta dei casi da segnalare e questo porterebbe, in buona sostanza, a una generale confusione.