25 novembre 2006: quattro operai morirono tra le fiamme. Solo oggi il via libera al processo, dopo i rinvii ottenuti dall’ad dell’azienda. L’accusa, per ora, è di omicidio colposo ma le parti civili chiedono di seguire l'esempio ThyssenKrupp
Ci sono voluti due anni e mezzo, ma alla fine oggi è arrivato il rinvio a giudizio per l'amministratore delegato della Umbria Olii, Giorgio Del Papa, accusato di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione a norme per la sicurezza del lavoro (con l'aggravante della colpa con previsione dell'evento, disastro ambientale), per la strage di Campello sul Clitunno che il
25 novembre 2006 provocò la morte di quattro operai: Giuseppe Coletti, 48 anni, Tullio Mottini, 46 anni, Vladimir Todhe, 32 anni, Maurizio Manili, 42 anni.
Il processo, ironia della sorte, inizierà il 24 novembre 2009, un giorno prima del terzo anniversario della tragedia. "Oggi abbiamo fatto un primo passo verso la verità e la giustizia", ha detto appena uscita dell'aula del tribunale spoletino Lorena Coletti, sorella di una delle vittime dell'esplosione. Giudizio positivo anche dalla Fiom nazionale e territoriale e dalla Cgil di Perugia che hanno preso parte all'udienza: questa decisione, dicono i sindacati, permetterà di proseguire nella ricerca della verità.
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Riprende il processo
L’udienza preliminare si è tenuta stamani (18 marzo), a porte chiuse, presso il tribunale di Spoleto (Pg) ed è durata circa 5 ore. L'avvocato Giuseppe La Spina, legale di Giorgio Del Papa, che non era in aula, ha reiterato la richiesta di rimessione del processo ad altro tribunale motivando con una "situazione ambientale che pregiudicherebbe il sereno svolgimento del processo". Istanza respinta dal giudice spoletino, al pari di quanto aveva già fatto la Corte di Cassazione il 9 febbraio scorso.
Nel frattempo Fiom e Cgil nazionale, Fiom di Terni, Camera del Lavoro e Fiom di Perugia, come annunciato, hanno presentato formalmente la richiesta di costituzione come parte offesa (che divenetrà parte civile in sede dibattimentale). "La nostra determinazione - ha spiegato Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom - è quella di operare, in sede giudiziaria, affinché si arrivi a fare piena giustizia su uno dei più drammatici eventi della pur lunga catena degli incidenti mortali sul lavoro avutisi in questi anni in Italia”.
Sul fronte dei familiari delle vittime, quelli di Tullio Mottini tramite i propri legali hanno chiesto di trasformare l'accusa di Del Papa da omicidio colposo a omicidio doloso, e cio' alla luce di quanto deciso dal Gup di Torino Guariniello in merito all'incendio alla Thyssen Krupp di Torino nel quale morirono 7 operai e che vede sul banco degli imputati Harald Espenhahn, l'amministratore delegato della multinazionale tedesca. La decisione su questa richiesta sarà però presa nel corso del processo.