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Scuola e università tornano in piazza

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In tutta Italia lo sciopero generale della Flc Cgil per difendere il sistema dell’istruzione e chiedere una scuola di qualità. Oltre mille al corteo di Torino. Momenti di tensione alla Sapienza di Roma, dove la polizia ha caricato gli studenti

Contro la legge 133 e l’ultima Finanziaria, che hanno sferrato “un colpo durissimo all’intero sistema dell’istruzione, dell’università, della ricerca e della formazione artistica e musicale”. Questi i motivi che hanno spinto la Flc Cgil a proclamare lo sciopero generale della conoscenza, in corso oggi in tutta Italia. Per il sindacato “stiamo assistendo a un attacco senza precedenti a tutto il comparto, e ai tagli di risorse si aggiunge, non meno grave, un pericoloso processo di aziendalizzazione e privatizzazione”.

“Sono troppe le cose che non vanno nella scuola a partire dalla riduzione degli spazi formativi, meno tempo per stare in aula, la riduzione delle risorse e il grande problema dei precari”, ha affermato Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil, arrivando alla manifestazione di Palermo. “È un'emergenza molto importante - ha detto - che con la crisi andrebbe affrontata diversamente, lo sciopero è per protestare contro le scelte del governo e rivendicare una scuola di qualità”. In Sicilia, secondo i dati della Flc Cgil regionale, ha scioperato oggi il 25% del personale di scuola, ricerca, formazione professionale, università, accademie e conservatori.

TENSIONE ALLA SAPIENZA Anche il movimento studentesco ha aderito allo sciopero della conoscenza proclamato dalla Flc Cgil. I manifestanti dell'Onda si sono dati appuntamento all'interno dell'Università La Sapienza di Roma, dove ci sono stati anche momenti di tensione quando i giovani che avevano dato vita al corteo interno hanno tentato di uscire fuori dalla città universitaria cercando di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri (guarda il video). Le forze dell'ordine, riferisce l’Ansa, hanno poi caricato gli studenti respingendoli all'interno dell'ateneo. E i dimostranti hanno risposto con un lancio di oggetti, anche scarpe. L'entrata principale dell'università (a piazzale Aldo Moro) è stata quindi presidiata dalle forze dell'ordine, come tutti gli altri accessi all'ateneo, fino a quando gli studenti non sono rientrati all'interno della città universitaria.



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PANTALEO (FLC CGIL): L'ONDA È TORNATA “Dalle cento piazze una richiesta su tutte: si esce dalla crisi investendo nella conoscenza”. A dirlo è il leader della sigla di categoria, Mimmo Pantaleo, parlando della mobilitazione odierna. “L’Onda è tornata, ha riempito le 100 piazze dell’Italia che non si rassegna, dell’Italia che vuole contare. Nelle piazze c’erano migliaia di lavoratori della conoscenza, insieme agli studenti, alle famiglie, ai lavoratori precari e degli altri settori produttivi, alla società civile, a parlamentari e amministratori per opporsi a un governo che scommette sull’ignoranza, evita il confronto, teme il dissenso”. Quanto alla scuola, riferisce ancora la Flc, l’adesione è stata mediamente del 45 per cento, alta soprattutto nella scuola di base, con punte del 60-70 per cento. "Molti istituti – dice ancora Pantaleo – sono rimasti chiusi anche per la massiccia adesione del personale Ata, fascia di lavoratori più debole e per questo più colpita dai tagli indiscriminati. Cresce il dissenso dei lavoratori verso politiche miopi e distruttive nei settori della conoscenza, respingono i contratti beffa, chiedono al governo di fermarsi e di essere ascoltati”.

I DATI SULLE ADESIONI. A Torino 40 per cento, a Novara 72 per cento - in Emilia il personale Ata aderisce per il 50 per cento, a Forlì-Cesena per l’80 per cento - a Pescara, punte del 60/70 per cento - a Brescia il 72 per cento, a Cremona il 66 per cento - in Toscana ha scioperato in media il 35 per cento, alta la partecipazione del personale Ata (Grosseto 89 per cento) - chiuso l’Istituto musicale Pergolesi di Ancona e l’accademia delle belle arti di Urbino – chiusa la facoltà di scienze della formazione di Bologna, 41 per cento all’università di Genova e 60 per cento all’università di Firenze, all’università Statale e al Politecnico di Torino oltre il 50 per cento.

I CORTEI NEI TERRITORI
“Per uscire investendo nella conoscenza”, questo lo slogan della manifestazione regionale del Piemonte svoltasi a Torino, cui hanno partecipto oltre 1.000 persone. Insegnanti da tutta la Sardegna hanno partecipato alla manifestazione della Flc a Cagliari. Al corteo si sono aggiunti precari della ricerca e gruppi di studenti delle scuole superiori. I manifestanti, secondo gli organizzatori circa 2.000, hanno sfilato con slogan, fischietti, palloncini e bandiere colorate in un corteo ordinato e pacifico. Molti cori contro la riforma del maestro unico, i tagli e l'aumento degli alunni per classe. Tra gli striscioni principali: "Agli amichetti tutto è permesso, a noi il campus non è concesso", "Si spegne la ricerca, grazie Brunetta", "Lotta dura per la nostra cultura". A Parma l'adesione ha superato il 30%. Migliaia in piazza anche a Napoli. Il corteo (guarda le foto), partito da piazza Mancini, ha raggiunto piazza del Gesù dove sono intervenuti il segretario generale della Flc Cgil Campania, Giuseppe Vassallo, il segretario nazionale della categoria Wolfango Pirelli, i rappresentanti degli studenti e dei docenti precari. Sul palco anche la testimonianza di un lavoratore della Fiat di Pomigliano. A La Spezia circa 300 lavoratori della scuola hanno partecipato alla manifestazione. "Dapprima si sono riuniti sotto la sede dell’ufficio scolastico regionale - racconta la Cgil locale - poi hanno deciso di entrare e occuparlo pacificamente per una mezz’ora".

(ultimo aggiornamento: 18/03/2009 ore 18:45)


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TAGS conoscenza onda sciopero flc

18/03/2009 12:21

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