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Il governo vuole modificare il Testo Unico

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Il prossimo Consiglio dei ministri potrebbe dare il via libera al decreto correttivo. L’allarme arriva dall’assemblea nazionale dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza della Cgil. Epifani: “Non staremo a guardare”

di Maurizio Minnucci

 (immagini di flickr - by NIOSH)
Il governo si appresta a modificare il Testo Unico per la sicurezza sul lavoro. Dopo i contestati rinvii di alcune parti del provvedimento, infatti, venerdì prossimo (20 marzo) il Consiglio dei ministri potrebbe varare in prima lettura un decreto correttivo che rischia di svuotare ancora di più la tanto attesa legge che voleva rimettete ordine alla materia. Se n’è parlato oggi (martedì 17 marzo) all’affollata assemblea nazionale dei rappresentati dei lavoratori per la sicurezza della Cgil. Un appuntamento cui hanno partecipato circa 400 delegati giunti a Roma da tutta Italia, riuniti per fare il punto anche in vista della manifestazione nazionale del 4 aprile al Circo Massimo.

“Se il governo dovesse approvare un testo modificato in peggio
– ha assicurato il leader della Cgil Guglielmo Epifani nel suo intervento – nei prossimi giorni valuteremo come agire, perché qui ci giochiamo un diritto fondamentale e l’attenzione generale, passate le grandi tragedie, si è abbassata. Il rischio è che il paese si abitui a tutto. A noi tocca il compito complicato di fare in modo che non ci si abitui. In questa battaglia la Cgil svolgerà, ancora una volta, una ruolo fondamentale”.

Di probabile, ulteriore manomissione alla legge, si parla già da qualche tempo.
I primi colpi sono arrivati con la richiesta di un Avviso comune avanzata alle parti sociali dal governo, che voleva una modifica condivisa non accolta dalla Cgil perché giudicata ‘al ribasso’. Ora il momento della stretta sembra arrivato. Il rischio è che venga scardinato un impianto normativo già depotenziato da continui rinvii e dalla mancata adozione dei decreti attuativi, tanto che il Testo Unico è finito addirittura nel ‘decreto milleproroghe’. Tra i rimandi più criticati c'è quello che posticipa di un anno l’entrata in vigore delle nuove regole per i porti, uno dei settori più a rischio per l’incolumità dei lavoratori.

“Venerdì il governo varerà il ‘Piano (per chi ha) casa’, sul quale si concentrerà l’attenzione mediatica oscurando ancora una volta le ragioni del lavoro”, ha osservato nel suo intervento introduttivo la segretaria confederale di Corso d’Italia, Paola Agnello Modica: “Di certo sappiamo che interverranno per ridurre le sanzioni ai datori e inasprire quelle per migranti e autisti, e che metteranno mano anche sull’articolo 52 (quello che riguarda il Fondo per gli Rslt e la bilateralità, ndr). Non è azzardato supporre che saranno tenute in considerazione le ulteriori richieste dei datori di lavoro per svuotare il Testo Unico”.


Approfondisci:

» Milleproroghe, quattro rinvii al Testo unico
» La Cgil dice no all'Avviso comune
» VIDEO DELL'ASSEMBLEA: Sicurezza sul lavoro, la parola ai Rls


TRE VITTIME AL GIORNO.
I numeri degli infortuni sul lavoro li conosciamo bene. Le statistiche parlano di tre vittime e circa tremila incidenti al giorno, senza contare quelli che non vengono denunciati. Per un costo complessivo dovuta alla mancata prevenzione pari a oltre 45 miliardi l’anno, cioè il 3 per cento del Pil. Fermo restando che non si tratta di emergenza bensì di un fatto strutturale, l’assemblea dei Rls ha puntato i riflettori sul possibile peggioramento della situazione a causa della crisi economica. L’allarme lanciato dai delegati è che in un momento di difficoltà le aziende possano tagliare i costi per la sicurezza, con tutte le conseguenze che si possono immaginare (guarda le interviste).

LE RICHIESTE DELLA CGIL.
“Occorre recuperare subito un anno di colpevole ritardo nella attuazione del Testo Unico”, dice la confederazione di Corso d’Italia che chiede al governo una convocazione urgente proprio sulla mancata attuazione del Testo Unico. Tra le istanze del sindacato, creare subito il Comitato istituzionale che dovrebbe guidare l’intero processo di riforma; la presentazione degli schemi dei Decreti attuativi; la convocazione della Commissione consultiva con le parti sociali; l’avvio delle procedure per definire le procedure per mettere in sicurezza le piccole e piccolissime imprese. “C’impegniamo – ha detto infine Agnello Modica – a costruirci parte civile nei casi più gravi d’infortunio e a richiedere che il ‘tesoretto’ dell’Inail, arrivato a oltre 13 miliardi di euro, sia utilizzato per gli indennizzi e per la prevenzione”. Appuntamento al 4 aprile, assicurano tutti i delegati, per portare al Circo Massimo la voce di chi difende la sicurezza sul lavoro.


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TAGS rls incidenti lavoro salute e sicurezza

17/03/2009 15:55

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