
Crisi: Fammoni (Cgil), la nostra proposta sulla tassa di solidarietà
Un aumento di 5 punti percentuali della aliquota sui redditi oltre i 150mila euro per i prossimi due anni. Così il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, ribadisce la proposta fiscale del sindacato, illustrando i possibili benefici per le singole tipologie contrattuali. "Applicando questa tassa - dice - si avrebbe circa 1 miliardo e mezzo di euro in più l'anno, risorse con cui noi vogliamo rispondere all'obiezione del governo che non ci sono soldi e con le quali si potrebbero coprire quasi interamente tre nostre proposte". Sarebbe possibile estendere l'indennità di disoccupazione ordinaria, allargare il sostegno al reddito dei collaboratori e ampliare gli importi massimi di cigo, cigs e indennità di mobilità per una spesa totale di 1.768 milioni di euro, che corrispondono quasi esattamente ai 1,5 miliardi recuperati dalla tassa di solidarietà.
La Cgil chiede di estendere la platea per l'indennità di disoccupazione, che attualmente copre il 26,6% dei disoccupati, anche a chi ha versato contributi tra 17-51 settimane, pari circa al 35% del totale dei disoccupati. La platea aggiuntiva arriverebbe a 191mila disoccupati, con una spesa ulteriore di 663 milioni di euro. In tema di co.co.pro, chiede poi un altro aumento dell'indennità e della platea, che ora raggiunge poco più di 75mila persone. "L'intervento - spiega ancora Fammoni - coinvolgerebbe 171 ila collaboratori monocommittenti che hanno lavorato più di tre mesi in corso d'anno e che da almeno due non versano contributi. La nostra proposta prevede, rispetto al bonus varato dal governo, l'estensione ai redditi lordi annui compresi tra 1.001 e 20.000 euro per un importo pari al 40% dell'ultimo compenso annuale (3.200 euro importo medio del bonus)". L'idea è quella di allargare la platea a circa 95mila collaboratori disoccupati in più, con una spesa aggiuntiva di circa 427 milioni di euro.
Un'altra proposta, infine, prevede l'ampliamento degli importi mensili di cig, cigs e mobilità, che possono essere corrisposti di 200 euro. In particolare da 886,31 a 1.086,31 euro per i lavoratori in cig con retribuzione lorda mensile inferiore a 1.917,48; da 1.065,26 a 1.265,26 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile superiore a 1.917,48. "Ipotizzando una distribuzione delle retribuzioni con il 70% sotto e il 30% sopra i 1.917,48 mensili - conclude - il costo aggiuntivo sarebbe di 678 milioni di euro".
Un'altra proposta, infine, prevede l'ampliamento degli importi mensili di cig, cigs e mobilità, che possono essere corrisposti di 200 euro. In particolare da 886,31 a 1.086,31 euro per i lavoratori in cig con retribuzione lorda mensile inferiore a 1.917,48; da 1.065,26 a 1.265,26 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile superiore a 1.917,48. "Ipotizzando una distribuzione delle retribuzioni con il 70% sotto e il 30% sopra i 1.917,48 mensili - conclude - il costo aggiuntivo sarebbe di 678 milioni di euro".
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16/03/2009 14:40













