Sono le stime dell’Ires Cgil per il triennio 2008-2010. Il tasso di disoccupazione arriverà al 9% nel 2009 per superare il 10% nel 2010. L’istituto prevede un crollo del pil del 4%. Dal 2010 la ripresa, se le misure del governo saranno all’altezza
di Paolo Andruccioli
Previsioni sempre più fosche sull’economia. Dalla crisi ancora non si esce e gli effetti negativi sull’occupazione non sono ancora evidenti. Nel corso del triennio 2008-2010 il Pil italiano potrebbe scendere del 4%. Si tratta del risultato dei calcoli dell’Ires-Cgil che oggi ha presentato le sue elaborazioni nel corso di una conferenza stampa con i segretari confederali della Cgil, Agostino Megale e Fulvio Fammoni. Il dato del 4% scatuirisce dal calo dell'1% nel 2008 e da un vero crollo nel 2009 che dovrebbe superare il 3%. Nel 2010 la diminuzione dovrebbe attestarsi invece su un -0,1%. La flessione dell'occupazione in Italia dovrebbe portare ad un tasso di disoccupazione del 10,1% nel 2010. Gli effetti più negativi di questa situazione si avrebbero sull’occupazione. Secondo l'Ires-Cgil, il tasso disoccupazione arriverà al 9% nel 2009 per superare il 10% nel 2010.
Il risultato catastrofico in termini di occupazione è dato dal numero totale dei disoccupati: oltre un milione di disoccupati in più dal 2008 al 2010. I disoccupati, secondo l’istituto di ricerca della Cgil, passeranno da 1.506.000 del 2007 a 2.547.000 nel 2010, attestandosi a oltre un milione di unità in più rispetto al 2007 e ad oltre 690mila in più rispetto al 2008. Il tasso di disoccupazione arriverà al 9% nel 2009 e potrebbe superare il 10% nel 2010, fermandosi precisamente al 10,1%. Secondo la direttrice dell’Ires, Giovanna Altieri, l’area dell’instabilità lavorativa abbraccia ormai più di 3 milioni e mezzo di persone.
E IL GOVERNO STA A GUARDARE “La crisi peggiorerà nel 2009 e potrebbe avere pesanti effetti negativi sull’occupazione nel 2010”, ha spiegato il segretario confederale Agostino Megale. Sempre secondo l'Ires, nel 2010 "il numero dei disoccupati aggiuntivi potrebbe attestarsi a oltre un milione di unità rispetto al 2007 e a oltre 690mila rispetto al 2008", attestandosi a 2.547.000 di disoccupati contro 1.506.000 del 2007 e 1.854.000 dello scorso anno. Il Pil, invece, dovrebbe registrare un -1% nel 2008, -2,9% nel 2009 e -0,1% nel 2010, pari al - 4% nel triennio. L'andamento di Pil e occupazione, avverte la Cgil, risentirà delle misure anticrisi che il governo sceglie.
"La crisi è la più grave dal dopoguerra – ha precisato Megale - e l'unico soggetto che ancora ne sottovaluta portata e impatto continua a essere il governo". Per fronteggiare la crisi, occorrono scelte di sviluppo, le risorse messe in campo al momento sono scarse, e occorrono tempi di intervento, intervenire troppo tardi significa non recuperare più posti di lavoro e imprese.
LE PROPOSTE SUGLI AMMORTIZZATORI La Cgil propone di fare una "vera riforma degli ammortizzatori sociali – ha detto Fammoni durante la conferenza stampa - ci scontriamo sempre con l'obiezione del governo che non ci sono risorse per fare le cose che noi proponiamo ma con una tassa di solidarietà per due anni per i redditi superiori ai 150mila euro, aumentando l'aliquota dal 43 al 48%, potremmo recuperare circa 1,5 miliardi l'anno" che consentirebbero di "estendere l'indennità di disoccupazione ordinaria, aumentare di circa 200 euro gli importi mensili di cigo, cigs e indennità di mobilità e ampliare la platea per il sostegno al reddito dei collaboratori".
La Cgil rilancia la tassa di solidarieta'. Una proposta fiscale che prevede per i prossimi due anni l'innalzamento di 5 punti percentuali (dal 43 al 48%) della aliquota fiscale sui redditi oltre i 150 mila euro. Ad illustrare nuovamente la proposta e' stato il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, nel corso di una conferenza stampa in cui sono state presentate le stime dell'Ires sulla recessione e il calo occupazionale. "Applicando questa tassa - ha affermato Fammoni - si avrebbe circa 1 miliardo e mezzo di euro in piu' l'anno, risorse con cui noi vogliamo rispondere all'obiezione del governo che non ci sono soldi e con le quali si potrebbero coprire quasi interamente tre nostre proposte".
La Cgil propone di estendere l'indennità di disoccupazione ordinaria, di allargare il sostegno al reddito dei collaboratori e di ampliare gli importi massimi mensili di Cigo, Cigs, e indennità di mobilità, per una spesa totale di 1,768 milioni di euro, cifra che corrisponde quasi interamente agli 1,5 miliardi che potrebbero essere ricavati dalla tassa di solidarietà.
RISORSE PER I DISOCCUPATI Riguardo in particolare all'indennità di disoccupazione ordinaria la Cgil chiede di estendere la platea, che attualmente copre il 26,6% dei disoccupati, anche a chi ha versato contributi tra 17-51 settimane, stimabile al 35% del totale dei disoccupati. In questo modo la platea aggiuntiva dei beneficiari arriverebbe a 191 mila disoccupati con una spesa aggiuntiva di 663 milioni di euro, mentre per i cocopro, la Cgil chiede un aumento ulteriore dell'indennità e anche della platea che ora raggiunge poco piu' di 75 mila persone.
"L'intervento – ha spiegato oggi Fammoni - coinvolgerebbe 171 mila collaboratori monocommittenti che hanno lavorato più di tre mesi in corso d'anno e che da almeno due non versano contributi. La nostra proposta prevede, rispetto al bonus varato dal governo, l'estensione ai redditi lordi annui compresi tra 1.001 e 20.000 euro per un importo pari al 40% dell'ultimo compenso annuale (3.200 euro importo medio del bonus)". La platea si allargherebbe così a circa 95 mila collaboratori disoccupati in più con una spesa aggiuntiva di circa 427 milioni di euro.
L'ultima parte delle proposte Cgil riguarda l'ampliamento degli importi mensili di Cigo, Cigs e indennità di mobilità, che possono essere corrisposti di 200 euro. In particolare da 886,31 a 1.086,31 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile inferiore a 1.917,48; da 1.065,26 a 1.265,26 euro per i lavoratori in Cig con retribuzione lorda mensile superiore a 1.917,48. "Ipotizzando una distribuzione delle retribuzioni con il 70% sotto e il 30% sopra i 1.917,48 mensili - ha precisato Fammoni - il costo aggiuntivo sarebbe di 678 milioni di euro".