
Consiglio dei ministri
Giovani e precari, dal governo ricetta "bonsai"
Approvato un pacchetto di interventi anticrisi per i lavoratori. L’indennità di disoccupazione per i co.co.pro. passa dal 10 al 20%. Sacconi ai giovani: accettate tutti i lavori. Ammortizzatori sociali: si abbreviano i tempi per l'erogazione
Raddoppio delle indennità di disoccupazione per i collaboratori a progetto (che erano comunque basse e basse restano), estensione dei voucher per lavori stagionali, riduzione dei tempi necessari per l’erogazione degli ammortizzatori sociali e, dulcis in fundo, un invito rivolto dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi ai giovani: accettate tutti i lavori, anche i lavoretti. È questa la risposta del governo Berlusconi ai drammatici problemi occupazionali del momento.
Il Consiglio dei ministri del 13 marzo ha infatti approvato un pacchetto di norme a favore dei lavoratori sospesi e licenziati. Le misure costituiranno il contenuto di un emendamento che il governo presenterà in sede di conversione del decreto-legge n.5 del 2009 in materia di sostegno ai settori industriali in crisi.
A tutti i lavoratori che ricevono sussidi è consentito, in via sperimentale per il 2009, di svolgere lavori occasionali di modesta entità per un massimo di 3 mila euro nell’anno in corso. Sono estese, peraltro, le possibilità di semplice regolazione di spezzoni lavorativi con i buoni lavoro.
Sempre per il 2009 l’indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto (co.co.pro.) con un solo committente è innalzata al 20 per cento di quanto percepito nell’anno precedente (in un ambito che va da 1.000 fino a 2.600 euro circa). Inoltre anche i periodi lavorativi in qualità di collaboratori sono computati ai fini dell’accesso agli ammortizzatori in deroga.
Approfondisci:
» Nidil: il pacchetto aiuterà solo il 10% degli atipici
» Fammoni: sugli ammortizzatori un passo avanti
Come ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, "per i Cocopro useremo 100 milioni ulteriori per il 2009 di disponibilità del ministero. Ragionevolmente prorogheremo anche nel 2010 la misura ma attualmente la copertura è per il 2009. Rinunceremo a qualche ricerca".
''I lavoratori che ricevono dei sussidi – ha detto Sacconi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri - potranno accettare piccoli lavori, il che non significa però che non potranno accettare un corso di formazione o un posto di lavoro congruo. Però per loro è prevista la possibilità di accettare lavori per un massimo di tre mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un'integrazione all'80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali”.
I voucher (buoni attualmente utilizzati per lavori stagionali come la vendemmia) saranno estesi “con una definizione riferita alle manifestazioni sportive, culturali, fieristiche, caritatevoli a lavori di emergenza e solidarietà e anche a committenze nel pubblico”, ha detto ancora Sacconi.
Si abbrevia inoltre il tempo necessario per l'erogazione degli ammortizzatori sociali, che passa da 140 a 20 giorni. “Tradizionalmente – ha detto Sacconi - ci vogliono da 120 a 140 giorni per l'erogazione della Cig. Con le misure adottate oggi, invece, introduciamo una sperimentale e drastica accelerazione che porta i giorni a 20 o 30". La misura – ha detto Sacconi – si tradurrà in un "vantaggio per i lavoratori e per le imprese che in questo momento hanno difficoltà sempre maggiori ad anticipazioni di cassa”.
"I giovani non rifiutino un lavoro”, ha aggiunto Sacconi, "anche se questo lavoro non corrisponde ai propri studi". "Nel dopo crisi conterà nel curriculum essersi messo in gioco, aver accettato anche un lavoro semplice e umile".
Per quanto riguarda le pensioni, il ministro ha assicurato che il governo non intende intervenire: "Al di là di quel piccolo segmento che riguarda il pubblico impiego, noi non vogliamo modificare l'età di pensione. In un periodo di crisi non possiamo". "Non possiamo allungare la prospettiva della pensione - aggiunge il ministro - che è anche ammortizzatore sociale. L'obiettivo di fondo rimane allungare la vita lavorativa ma non nel mezzo di una grande crisi sociale come questa".
“Trova chiarimento – si legge nel comunicato del Cdm - la pratica in atto di alcuni enti bilaterali (costituiti da entrambe le parti sociali) che concorrono a integrare il reddito dei lavoratori sospesi per tre mesi, ai quali viene comunque garantito l’80 per cento del salario. Viene infine disposto a carico dei Centri per l’impiego e delle Agenzie private di lavoro l’obbligo di divulgare con cadenza almeno settimanale tutte le opportunità di lavoro di cui sono a conoscenza, con lo scopo di facilitarne la più efficace diffusione e di stimolare nei disoccupati comportamenti responsabilmente orientati al reimpiego”.
Il piano casa è stato invece sottoposto a un esame preliminare. E potrebbe essere varato attraverso un decreto legge. Lo avrebbe detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della riunione di oggi del Consiglio dei ministri. A quanto si apprende da fonti di agenzia, il premier avrebbe ribadito la necessità di un intervento rapido sul settore per rilanciare l'edilizia e quindi il resto dell'economia.
Il prossimo Consiglio dei ministri deciderà se il piano casa diventerà un decreto legge. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "E' una decisione che va lasciata all'organo collegiale".
"Mi pare un progetto positivo, impostato bene". Lo dice il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, aggiungendo: "Lo dobbiamo controllare bene nella prossima settimana". Dopo le riserve espresse nei giorni scorsi, spiega, "ce lo siamo fatti spiegare bene e riguarda solo le cose già costruite, non abusive, da allargare per chi ha bisogno magari di un locale in più".
Il Consiglio dei ministri del 13 marzo ha infatti approvato un pacchetto di norme a favore dei lavoratori sospesi e licenziati. Le misure costituiranno il contenuto di un emendamento che il governo presenterà in sede di conversione del decreto-legge n.5 del 2009 in materia di sostegno ai settori industriali in crisi.
A tutti i lavoratori che ricevono sussidi è consentito, in via sperimentale per il 2009, di svolgere lavori occasionali di modesta entità per un massimo di 3 mila euro nell’anno in corso. Sono estese, peraltro, le possibilità di semplice regolazione di spezzoni lavorativi con i buoni lavoro.
Sempre per il 2009 l’indennità di reinserimento per i collaboratori a progetto (co.co.pro.) con un solo committente è innalzata al 20 per cento di quanto percepito nell’anno precedente (in un ambito che va da 1.000 fino a 2.600 euro circa). Inoltre anche i periodi lavorativi in qualità di collaboratori sono computati ai fini dell’accesso agli ammortizzatori in deroga.
Approfondisci:
» Nidil: il pacchetto aiuterà solo il 10% degli atipici
» Fammoni: sugli ammortizzatori un passo avanti
Come ha spiegato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, "per i Cocopro useremo 100 milioni ulteriori per il 2009 di disponibilità del ministero. Ragionevolmente prorogheremo anche nel 2010 la misura ma attualmente la copertura è per il 2009. Rinunceremo a qualche ricerca".
''I lavoratori che ricevono dei sussidi – ha detto Sacconi nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri - potranno accettare piccoli lavori, il che non significa però che non potranno accettare un corso di formazione o un posto di lavoro congruo. Però per loro è prevista la possibilità di accettare lavori per un massimo di tre mila euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un'integrazione all'80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali”.
Si abbrevia inoltre il tempo necessario per l'erogazione degli ammortizzatori sociali, che passa da 140 a 20 giorni. “Tradizionalmente – ha detto Sacconi - ci vogliono da 120 a 140 giorni per l'erogazione della Cig. Con le misure adottate oggi, invece, introduciamo una sperimentale e drastica accelerazione che porta i giorni a 20 o 30". La misura – ha detto Sacconi – si tradurrà in un "vantaggio per i lavoratori e per le imprese che in questo momento hanno difficoltà sempre maggiori ad anticipazioni di cassa”.
"I giovani non rifiutino un lavoro”, ha aggiunto Sacconi, "anche se questo lavoro non corrisponde ai propri studi". "Nel dopo crisi conterà nel curriculum essersi messo in gioco, aver accettato anche un lavoro semplice e umile".
Per quanto riguarda le pensioni, il ministro ha assicurato che il governo non intende intervenire: "Al di là di quel piccolo segmento che riguarda il pubblico impiego, noi non vogliamo modificare l'età di pensione. In un periodo di crisi non possiamo". "Non possiamo allungare la prospettiva della pensione - aggiunge il ministro - che è anche ammortizzatore sociale. L'obiettivo di fondo rimane allungare la vita lavorativa ma non nel mezzo di una grande crisi sociale come questa".
“Trova chiarimento – si legge nel comunicato del Cdm - la pratica in atto di alcuni enti bilaterali (costituiti da entrambe le parti sociali) che concorrono a integrare il reddito dei lavoratori sospesi per tre mesi, ai quali viene comunque garantito l’80 per cento del salario. Viene infine disposto a carico dei Centri per l’impiego e delle Agenzie private di lavoro l’obbligo di divulgare con cadenza almeno settimanale tutte le opportunità di lavoro di cui sono a conoscenza, con lo scopo di facilitarne la più efficace diffusione e di stimolare nei disoccupati comportamenti responsabilmente orientati al reimpiego”.
Il piano casa è stato invece sottoposto a un esame preliminare. E potrebbe essere varato attraverso un decreto legge. Lo avrebbe detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso della riunione di oggi del Consiglio dei ministri. A quanto si apprende da fonti di agenzia, il premier avrebbe ribadito la necessità di un intervento rapido sul settore per rilanciare l'edilizia e quindi il resto dell'economia.
Il prossimo Consiglio dei ministri deciderà se il piano casa diventerà un decreto legge. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: "E' una decisione che va lasciata all'organo collegiale".
"Mi pare un progetto positivo, impostato bene". Lo dice il ministro per le Riforme, Umberto Bossi, aggiungendo: "Lo dobbiamo controllare bene nella prossima settimana". Dopo le riserve espresse nei giorni scorsi, spiega, "ce lo siamo fatti spiegare bene e riguarda solo le cose già costruite, non abusive, da allargare per chi ha bisogno magari di un locale in più".
Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.
TAGS crisi economica
13/03/2009 12:25














