Scioperi, Ichino: anche il Pd può votare il ddl / Stampa
Sugli scioperi nel settore nei trasporti non è impensabile "una convergenza parlamentare". Lo afferma il senatore del Partito democratico, Pietro Ichino, in un'intervista alla Stampa. Proprio ieri Ichino, insieme ad altri firmatari, ha presentato un documento a Palazzo Madama sul tema degli scioperi, sottolineando che "solo nuove regole di democrazia sindacale possono riportare il conflitto alla sua funzione economico-sociale originaria".
La bozza governativa, spiega, rispecchia in gran parte le sue proposte, anche se in queste lo sciopero virtuale è pensato "sempre come strumento aggiuntivo e facoltativo rispetto allo sciopero tradizionale, il governo invece ne fa in alcuni casi la sola forma di lotta sindacale possibile". Il testo prevede anche l'obbligo per i lavoratori di comunicare preventivamente l'adesione allo sciopero, che la proposta del giuslavorista non contiene. In ogni caso, ribadisce che possono crearsi gli estremi per condividere il provvedimento e anche il Pd può votare il ddl nei passaggi parlamentari.
"In Italia, in quasi tutti i comparti del settore dei trasporti pubblici, la frequenza media degli scioperi da decenni è superiore a uno al mese. Questo non accade in alcun altro Paese europeo - conclude - E questa non è lotta sindacale: è diventata una caricatura grottesca del sindacalismo".
Visto il risultato del voto, nel PD è fortunatamente prevalsa una linea diversa rispetto a quella rappresentata da Ichino. Ora il partito deve fare un passo avanti e rompere gli indugi anche sulle politiche del lavoro, comprese, oltre all'occupazione ed i salari, le regole di democrazia nei luoghi di lavoro e il diritto a manifestare il dissenso. Posizioni poco chiare, come quella rappresentata in questo articolo, hanno finora disorientato l'elettorato che fa riferimento al PD.
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Nessuno si faccia illusione sulla limitazione dei progetti della destra italiana (e non solo) riguardanti il diritto di sciopero al settore dei trasporti