Per la prima volta Fp Cgil e Fiom scioperano insieme contro le politiche anticrisi del governo. Ma anche per "l'unità tra lavoratori pubblici e privati e per la democrazia sui luoghi di lavoro". Manifestazione a Roma: mille pullman e 16 treni speciali
Per la prima volta insieme. Uniti dagli effetti della crisi, dai licenziamenti e dalla cassa integrazione. Ma anche dalla perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni e dal precariato dilagante. Così appaiono i dipendenti pubblici e i metalmeccanici italiani sui manifesti che tappezzano i muri delle città italiane per annunciare lo sciopero generale congiunto del 13 febbraio. E’ l’”unità anticrisi” messa in piedi da Fp Cgil e Fiom, le due più grandi categorie del lavoro pubblico e privato oggi nel paese, per la prima manifestazione nazionale che si svolge dopo la firma dell'accordo separato sulla contrattazione. L'appuntamento è a Roma, dove secondo gli organizzatori si avrà "una grande partecipazione", con oltre 1000 pullman e 16 treni speciali in arrivo nella capitale. Alla manifestazione hanno aderito diverse categorie sindacali della Cgil, oltre 100 parlamentari dell'opposizione politica, vari esponenti del mondo della cultura e della società civile, molte associazioni e organizzazioni politiche.
I motivi dello sciopero
Le ragioni dello sciopero, in effetti, sono state esposte con chiarezza dai segretari generali delle due categorie, Carlo Podda e Gianni Rinaldini, già il 27 gennaio scorso, pochi giorni dopo la firma dell’accordo di Palazzo Chigi. Lo sciopero, hanno detto durante la conferenza stampa di presentazione, è “contro le politiche del Governo Berlusconi e della Confindustria che non affrontano la crisi facendola pagare alle lavoratrici ed ai lavoratori”, ma anche “per l'unità tra lavoratori pubblici e privati, per una maggiore democrazia sui luoghi di lavoro” e “contro gli accordi separati”. Secondo Podda e Rinaldini, infatti, l'intesa sulla riforma del modello contrattuale da Cisl e Uil è "illegittima". Per questo, le due sigle rivendicano “il diritto dei lavoratori e delle lavoratrici a votare le intese e gli accordi che li riguardano” e per questo sono “impegnati, insieme a tutte le altre categorie della Cgil, in una vasta campagna di assemblee nei luoghi di lavoro per illustrare i contenuti dell’accordo separato e far votare i lavoratori su di esso”.
L’attenzione del sindacato, però, è stata rivolta anche al “mondo del lavoro precario e ai temi della crisi”, con la richiesta di salvaguardare la continuità del lavoro e di un forte investimento su welfare e sugli ammortizzatori sociali. Secondo Fp e Fiom, infatti, “vanno affermate politiche redistributive attraverso la diminuzione del prelievo fiscale sul reddito da lavoro dipendente, e va garantita, da subito, la continuità di ogni rapporto di lavoro, evitando licenziamenti e garantendo il rinnovo di tutti i rapporti di lavoro precari”. Allo stesso tempo, però, c’è l’esigenza di “incrementata la rete degli ammortizzatori sociali al fine di tutelare tutte e tutti, nativi e migranti, lavoratori a tempo indeterminato e lavoratori a tempo determinato”.
Le ultime vicende parlamentari, inoltre, non potevano che accrescere le ragioni per scendere in piazza. Il 13 febbraio la Fp Cgil e la Fiom hanno infatti deciso di farsi carico anche della difesa dei principi democratici e della Costituzione, contro un “Governo alla deriva autoritaria e antidemocratica. “L’esecutivo Berlusconi – hanno dichiarato Podda e Rinaldini in comunicato congiunto – attacca dritto al cuore dei diritti dei cittadini. Dalla messa in discussione del diritto di sciopero, all'attacco ai diritti civili, dalla deriva razzista sul fronte dell'immigrazione, alla scelta antidemocratica nelle relazioni sindacali, questo Governo mette in discussione alcuni dei principi fondamentali della nostra Costituzione”.
Modalità della protesta
Lo sciopero si articolerà per l'intera giornata o turno di lavoro. La manifestazione nazionale si terrà invece la mattina di venerdì 13 febbraio a Roma, e sarà articolata in tre cortei che partiranno dalla stazione Termini, dalla stazione Tiburtina e dalla stazione Ostiense, confluendo in Piazza San Giovanni. A chiudere il comizio, oltre ai segretari di categoria Podda e Rinaldini, ci sarà anche il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani.
Le adesioni
Sono stati già organizzati migliaia di pullman e 16 treni speciali che partiranno da tutta Italia per raggiungere Roma, all’alba di venerdì mattina o già nella notte di giovedì. Il sostegno allo sciopero, oltre che da molti segretari di categoria della Cgil, è stato espresso da alcuni sindacati stranieri, come Fsap–Ccoo (Spagna) e Unison (Regno Unito), dagli studenti di Attac e Udu e dal presidente dell’Arci Paolo Beni. Contro le misure dell'esecutivo, inoltre, si sono espressi anche molti esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo. Personaggi come Irene Bignardi, Moni Ovadia, Andrea Camilleri, Ettore Scola e tanti altri appoggeranno lo sciopero. Sul fronte politico c’è invece stata l’adesione dell’Italia dei valori, dei Verdi, di Rifondazione comunista, di Sinistra democratica, del Pdci e di alcuni settori del Partito democratico. Tra i democratici, al corteo parteciperanno Pier Luigi Bersani, la presidente dei senatori Anna Finocchiaro, Cesare Damiano, Barbara Pollastrini, Paolo Nerozzi, Achille Passoni e Sandra Zampa, oltre ai due senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti.
Ultimo aggiornamento 12/02 ore 16:07