Via libera dal Consiglio dei ministri al pacchetto salva auto e industria. Confermato il bonus rottamazione da 1500 euro, 500 euro per i motorini. Misure da 2 miliardi, ma tutte pro-consumatori: nessun provvedimento per i posti di lavoro
Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al pacchetto anticrisi. Nel pacchetto, oltre a eco-incentivi e proroga rottamazione per l'auto, rientrano detrazioni per l'acquisto di elettrodomestici, moto e mobili. Nel complesso le misure valgono circa due miliardi, che saranno coperti in gran parte utilizzando i fondi della legge 488 sulle agevolazioni e i finanziamenti alle imprese. Il decreto contiene anche misure fiscali di sostegno alle imprese che operano nei distretti industriali.
Confermato il bonus da 1.500 euro per chi rottama un'auto da Euro 0 a Euro 2 immatricolata entro il 1999 e ne acquista una Euro 4 o Euro 5. Non c’è alcuna esenzione dal pagamento del bollo. Gli incentivi per l'auto, però, non andranno solo a chi rottama. Chi comprerà auto a metano, gpl, elettriche o ibride avrà lo stesso incentivo anche senza rottamare la vecchia auto, mentre riceverà 3500 euro per le stesse auto con emissioni ridotte al minimo. Incentivi anche per chi trasforma l'auto da benzina a gpl.
Per le moto, invece, l’incentivo è di 500 euro
per la rottamazione di motorini e motocicli Euro 0 e Euro 1 in cambio di una nuova due ruote Euro 3 fino a 400 di cilindrata. Previsto anche un bonus rottamazione di 2500 euro per i veicoli commerciali leggeri con la rottamazione., fino a 4000 euro per acquisto senza rottamazione di veicoli nuovi a metano, Gpl o idrogeno
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Sono stati sbloccati aiuti, infine, anche per l'installazione di dispositivi antiparticolato sui mezzi pubblici. Il bonus per rottamare le vecchie auto inquinanti per l'acquisto di nuove vetture varrà soltanto fino a dicembre 2009. Gli incentivi , secondo la solita metodologia, verranno fruiti direttamente dal consumatore presso i concessionari con uno sconto che lo stesso concessionario recupera attraverso credito d'imposta.
Il Cdm ha varato anche misure a sostegno alla domanda. Si tratta di detrazioni fiscali per l'acquisto di mobili ed elettrodomestici:, con l'estensione dell'incentivo per le ristrutturazioni domestiche anche all'acquisto di mobili ed elettrodomestici finalizzati all'arredo, con una detrazione del 20% delle spese sostenute fino ad un massimo di 10 mila euro.
Per quanto riguarda il sostegno alle imprese, invece si prevede l'introduzione della fiscalità di distretto industriale, che consentirà alle imprese di optare per la tassazione di distretto ai fini dell'applicazione dell'Ires e la riduzione della misura dell'imposta sostitutiva prevista per ottenere il riconoscimento fiscale dei maggiori valori iscritti in bilancio sugli immobili (riduzione dal 7 al 3% per gli immobili ammortizzabili e dal 4 al 1,5% per gli immobili non ammortizzabili).
Il governo, inoltre, sta pensando anche a “un piano straordinario di 8 miliardi di euro” per gli ammortizzatori sociali. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Chigi subito dopo il Consiglio dei ministri. Secondo il governo, infine, il nuovo pacchetto di aiuti varato oggi potrebbe dare una spinta ai consumi “tra lo 0,5 e l'1% del Pil".
“Le pressioni della Cgil, a partire dallo sciopero generale del 12 dicembre, alla fine hanno smosso qualcosa. Troppo grande, tuttavia, è il divario con le politiche messe in campo dagli altri paesi”. E' questo il commento del
segretario della Cgil, Guglielmo Epifani. “Il pacchetto – dice il leader sindacale – è un primo passo ma, almeno a quanto emerge dalle prime informazioni, non ci provvedimenti a sostegno alla ricerca e il rapporto con la dimensione sociale della crisi è affidato unicamente alle buone intenzioni. L'impegno a non chiudere le aziende, non delocalizzare, non distruggere posti di lavoro, infatti, dovrebbe essere oggetto di un confronto fra governo e parti sociali”. “I provvedimenti sono un punto di partenza - conclude Epifani - bisognerà però affrontare con progetti di politica industriale le tante altre crisi di settore, dal tessile alla chimica e, prima di tutto, risolvere il gigantesco problema degli ammortizzatori sociali, per il cui ampliamento al momento non ci sono ancora le risorse promesse”.
“È un passo avanti positivo, ma serve fare ancora di più” per il sistema delle piccole e medie imprese e per tutti i settori. Così ha invece commentato
la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “Bene le misure sull'auto – ha sottolineato – ma è molto importante che adesso, al di là di questi provvedimenti, poiché la crisi preme, si lavori molto a supporto di tutto il sistema delle imprese”.