
Immigrazione
Tar: il decreto flussi è da rifare
Il tribunale del Lazio ha sospeso in via cautelativa la parte del decreto flussi 2008 in cui si obbligavano i datori di lavoro stranieri alla conferma della domanda di assunzione solo se in possesso della carta di soggiorno
Il 14 gennaio il Tar del Lazio ha sospeso in via cautelativa la parte del decreto flussi 2008, emanato dall’attuale Governo, in cui si obbligavano i datori di lavoro stranieri alla conferma della domanda di assunzione solo se in possesso della carta di soggiorno, pena l’esclusione dalle graduatorie. I giudici hanno accolto la richiesta di un gruppo di datori di lavoro stranieri che hanno presentato un ricorso “gemello” a quello dell’INCA CGIL. Il patronato ha espresso “grande soddisfazione per l’ordinanza emanata dal Tar”.
L’ordinanza accoglie due punti fondamentali sostenuti dall’INCA e dalla CGIL: l’illegittima richiesta della carta di soggiorno, in quanto la legge istitutiva consente la presentazione delle domande ai datori di lavoro stranieri in possesso del permesso di soggiorno e l’inserimento di finalità estranee ai compiti assegnati al decreto flussi.
“Questo Governo e alcune Amministrazioni locali – commenta Enrico Moroni, responsabile Ufficio Immigrazione INCA - stanno emanando tutta una serie di provvedimenti vessatori nei confronti dei lavoratori immigrati in contrasto esplicito con le leggi vigenti, le norme comunitarie e la stessa Costituzione, minando quel principio di civiltà giuridica che è la base della legislazione del nostro Paese. L’INCA – continua Moroni - continuerà a vigilare affinché tutto ciò non accada anche assumendo la tutela dei lavoratori nelle opportune sedi.”
“Questo Governo e alcune Amministrazioni locali – commenta Enrico Moroni, responsabile Ufficio Immigrazione INCA - stanno emanando tutta una serie di provvedimenti vessatori nei confronti dei lavoratori immigrati in contrasto esplicito con le leggi vigenti, le norme comunitarie e la stessa Costituzione, minando quel principio di civiltà giuridica che è la base della legislazione del nostro Paese. L’INCA – continua Moroni - continuerà a vigilare affinché tutto ciò non accada anche assumendo la tutela dei lavoratori nelle opportune sedi.”
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16/01/2009 18:30













