Cassazione, criticare azienda che non rispetta diritti non è diffamazione
La Cassazione ha annullato una sentenza di condanna nei confronti di quattro dipendenti di un'azienda di Trapani che avevano inviato email alla clientela denunciando comportamenti "scorretti" della società nei confronti del personale, diffamando, secondo i rappresentanti dell'azienda - poi smentiti dalla Cassazione - i rappresentanti dell'azienda.
I lavoratori, inizialmente condannati in primo e secondo grado, denunciavano in particolare "l'inosservanza del contratto collettivo e l'inadempienza agli obblighi retributivi".
I magistrati della Suprema Corte, nelle motivazioni della sentenza 1369 depositata ieri hanno dato rilevanza al fatto che le denunce dei dipendenti fossero fondate.
La Cassazione ha in pratica affermato che la cosiddetta "exceptio veritatis", cioè l'eccezione sulla verità del fatto, che spetta secondo la legge soltanto ai giornalisti in nome del diritto di cronaca, sia "un principio giuridico - si legge nelle motivazioni - applicabile anche in ogni caso in cui si prospetti il legittimo esercizio del diritto di critica". Perciò il tribunale dovrà riesaminare il caso verificando, attraverso la documentazione offerta dagli imputati, se "ricorrono i presupposti" per una critica legittima.