
Welfare
Il pasticcio della social card
Le denunce e le critiche fioccano da tutte le parti. "Carte mai ricaricate, mancata chiarezza riguardo ai prodotti sui quali è applicabile lo sconto, estrema difficoltà nel reperire i negozi abilitati'. E solo 350 mila carte consegnate
di P.A.
Adusbef e Federconsumatori si sono fatte carico in particolare delle segnalazioni arrivate dai cittadini sui vari intoppi della 'social card'. Le associazioni parlano infatti di "carte mai ricaricate, mancata chiarezza riguardo ai prodotti sui quali è applicabile lo sconto, estrema difficoltà nel reperire i negozi abilitati". Adusbef e Federconsumatori ribadiscono che "sarebbero altre le operazioni da adottare per aiutare veramente le famiglie in maggiore difficolta', ad esempio attraverso l'aumento diretto delle pensioni sociali". Ma queste associazioni non fanno politica e non spetta dunque a loro suggerire proposte politiche. Per questo, "in attesa di una vera manovra a sostegno delle famiglie più disagiate daranno mandato ai propri legali per studiare misure di assistenza, anche attraverso pratiche di risarcimento per danno morale ed esistenziale".
Per la Cgil, parla la segretaria confederale, Morena Piccinini. "Dai primi risultati della fase di avvio della Social Card si prefigura il fallimento della misura, sul quale il governo farebbe bene a riflettere". Lo ha spiegato oggi la segretaria confederale della Cgil, ricordando come l'organizzazione sindacale "abbia ritenuto la Social Card uno strumento sbagliato, di valore insufficiente, utilizzabile solo da pochi rispetto ai tanti che vivono situazioni di povertà e che avrebbe comportato difficoltà organizzative ai richiedenti e alti costi di impianto e di gestione". Dopo questa prima fase di avvio della misura, rileva la sindacalista della Cgil, "i risultati sono: un numero di richieste molto inferiore al numero dei beneficiari previsto; disfunzioni di tipo organizzativo che aumentano il disagio e la vergogna di chi sta utilizzando la carta; un uso della carta da parte di componenti ordini religiosi che, seppure nullatenenti, non vivono gli stessi disagi e le tante difficoltà di altre categorie sociali". Insomma è necessario che il "il governo deve riflettere su questi primi risultati che prefigurano il fallimento della misura", così come occorre, a giudizio della Cgil, che il governo apra un confronto, più volte richiesto unitariamente dal sindacato, per individuare interventi - conclude - che abbiano risorse e strumenti in grado di contrastare davvero la povertà".
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15/01/2009 16:10














