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L'economia arretra e il deficit sale

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L'Italia nella tenaglia della recessione e dell'indebitamento. Colpa del governo, che sta in mezzo al guado tra il rigore e le politiche anticicliche. Dl anticrisi: l'ultima novità è la cig differenziata per regione. Si sente odore di gabbie salariali

di D.O.

Stati Uniti, Europa, Italia. La crisi economica continua a mietere posti di lavoro e, stando alle previsioni, è ancora lontano il giorno in cui si fermerà. A dicembre negli Stati Uniti sono andati persi 524.000 posti di lavoro. Il dato è stato reso noto dal dipartimento del lavoro americano. Su base annuale sono stati tagliati 2,6 milioni di impieghi, il valore più alto dai tempi della Seconda Guerra Mondiale nel 1945, quando furono cancellati quasi 2,8 milioni di posti. Il tasso di disoccupazione e' salito dal 6,8% al 7,2%, portandosi ai massimi dal 1993.

"La situazione è davvero terribile, sta peggiorando ancora e richiede una reazione immediata". Questo il commento del presidente eletto degli Stati Uniti, Barack Obama. I dati sono per Obama una "forte sollecitazione" per una rapida approvazione del suo piano di stimoli per l'economia, che – come ha detto Obama in un'intervista al New York Times del 9 gennaio - ha l'obiettivo di "alimentare temporaneamente l'economia, creare o salvare tre milioni di posti di lavoro". Il pacchetto di incentivi, finora pari a 775 miliardi di dollari, potrebbe aumentare, ma "ciò che ci sta davvero a cuore è che i soldi siano spesi con saggezza". Bisogna raddoppiare le energie alternative, a suo giudizio, creare trasporti più efficienti, ridurre i costi dell'assistenza sanitaria attraverso tecnologie informative, implementare il sistema scolastico.

Ma la recessione è globale, senza confini. Secondo la Commissione europea, anche in tutti i paesi dell’area Ue il quadro "si è deteriorato" e “i rischi al ribasso contenuti nelle previsioni d'autunno si sono concretizzati, puntando ad una situazione economica peggiore". Una situazione che ha spinto la Commissione ad anticipare la pubblicazione delle previsioni su crescita e inflazione: invece che a febbraio (come consueto), saranno diffuse il 19 gennaio. Le previsioni aggiornate sono anche necessarie – informa la Commissione in una nota - per valutare le proiezioni di bilancio contenute nel programma di stabilità e di convergenza del 31 dicembre 2008.

In Italia sono ancora freschi i dati diffusi dall’Inps sulla cassa integrazione (+110% nell’industria e nell’edilizia. Boom della cig ordinaria: +525%). E se l’economia arretra, il deficit pubblico invece avanza. L'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche, infatti, è salito al 2,1% rispetto al Pil nei primi nove mesi 2008. Lo rende noto l'Istat, ricordando che era all' 1,2% nello stesso periodo 2007. Nel terzo trimestre il dato si è attestato allo 0,9%, contro lo 0,6% del terzo trimestre 2007, mentre negli stessi tre mesi le entrate totali sono cresciute del 3,1%.

Una tenaglia pericolosissima, quella della recessione e del deficit, causata anche dall’ambiguità nelle politiche economiche e fiscali della destra. Ne sono convinti gli economisti Tito Boeri e Pietro Garibaldi, secondo i quali “nonostante il forte rallentamento della congiuntura” il governo “non ha aggiornato le previsioni sui conti pubblici e si trova ora costretto a motivare consistenti peggioramenti dei saldi”. “Per rassicurare i mercati – scrivono Boeri e Garibaldi su La voce.info - occorrono trasparenza e chiare scelte di politica economica contro la recessione. Rimanere in mezzo al guado, tra la sponda del rigore e quella di una politica fiscale espansiva, è la peggiore soluzione possibile perché i conti si deteriorano senza migliorare le prospettive dell'economia.”

Dl anticrisi: cig differenziata per regione
Nel frattempo il decreto anticrisi – bocciato da opposizione e Cgil – marcia rapidamente verso la conversione in legge in Parlamento. Il decreto è atteso dall’Aula della Camera, non appena terminerà l’esame delle commissioni Bilancio e Finanze. Una delle novità dell’ultim’ora riguarda la cassa integrazione in deroga, che potrà essere differenziata tra le regioni e le diverse aree del paese. È quanto prevede un comma contenuto in uno degli emendamenti dei relatori al decreto. In particolare, si stabilisce che “i decreti di concessione delle misure in deroga possono prevedere trattamenti modulati e differenziati anche in funzione di interventi integrativi a livello regionale o locale, ovvero in funzione della armonizzazione delle misure rispetto ai regimi del tutela del reddito”. Sempre in tema di ammortizzatori sociali, in un altro emendamento è previsto che saranno erogati solo a chi si renderà disponibile per un nuovo lavoro. Il diritto a percepire qualsiasi trattamento di sostegno al reddito, si legge, “è subordinato alla dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro o a un percorso di riqualificazione professionale”.

La possibilità di differenziare regionalmente la cassa integrazione lascia perplesso il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni. “Che cosa vuol dire CIG differenziata a livello locale. Trattamenti diversi tra lavoratori, magari dello stesso gruppo, secondo l’area geografica o, fermo restando il tetto, si tratta della ripartizione delle quote fra enti pubblici? Si chiede il dirigente sindacale. Nel primo caso - osserva Fammoni - si introdurrebbero una sorta di gabbie salariali degli ammortizzatori, nel secondo un provvedimento che potrebbe dividere tra regioni ricche e povere”. “E' patologico invece - prosegue il segretario della Cgil - il continuo ricorso alla minaccia di non corrispondere più gli ammortizzatori ai lavoratori. Se si volesse davvero discutere di effettiva formazione e di congruità del lavoro bisognerebbe aprire questa discussione che latita da anni. La logica evidente per il governo è che invece la colpa della crisi è dei lavoratori e loro devono subirne gli effetti”. Secondo il dirigente sindacale di Corso d'Italia, ciò che 'manca totalmente sono le risorse necessarie agli ammortizzatori”. “Vedo, invece - conclude Fammoni - che si sono trovate quelle per gli esercenti che chiudono l'attività tre anni prima della vecchiaia, mentre le risorse aggiuntive più volte annunciate e promesse non ci sono e questo è gravissimo e un ulteriore indice dell’inadeguatezza rispetto alla crisi”



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TAGS recessione crisi economica

09/01/2009 18:29

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