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Università: Flc Cgil, dl Gelmini conferma impianto punitivo legge 133

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“Nel tardo pomeriggio di oggi, con possibile conclusione domani, avrà luogo alla Camera il voto conclusivo sul testo del decreto 180, sul quale il governo ha posto il voto di fiducia svuotando del tutto di significato la discussione svolta alla Camera e gli emendamenti presentati”. È quanto afferma il segretario generale della Flc Cgil, Domenico Pantaleo, parlando del dl Gelmini in materia di università.

Dal punto di vista del metodo
, per il dirigente sindacale, “si ripropone esattamente quanto è accaduto per i precedenti interventi legislativi: l’espropriazione del dibattito parlamentare (oltre che del confronto con i soggetti rappresentativi interessati), e l’approvazione di misure unilaterali del governo. Il ministro Gelmini, del tutto a sproposito, parla di un provvedimento contenente importanti modifiche per l’Università italiana: le modifiche ci sono, ma riescono a essere perfino peggiorative del disastroso quadro prodotto dalla legge 133”.

Per quanto riguarda il personale
infatti, osserva Pantaleo, il blocco totale del reclutamento per tutti gli Atenei che superano il tetto del 90 per cento alle spese di personale rappresenta un vincolo che, a partire dall’anno prossimo, produrrà la desertificazione di gran parte dell’Università italiana”. Quanto poi “alle sbandierate norme sulla concorsualità all’insegna della trasparenza, sono in realtà poca cosa, che non intaccano il nodo complesso e difficile della qualità e serietà del reclutamento”. Un tema, quest’ultimo, che a giudizio di Pantaleo “avrebbe bisogno di un provvedimento ad hoc realmente innovativo, come tutte le organizzazioni sindacali dell’Università hanno chiesto".

Il decreto, inoltre, “istituzionalizza la figura del ricercatore a tempo determinato
: è chiaro che da domani il reclutamento eventuale di ricercatori si realizzerà prevalentemente, se non esclusivamente, attraverso contratti a tempo determinato. Viene abolito il tetto del 10 per cento, alle chiamate dirette e per chiara fama, e da domani gli Atenei potranno realizzare tutte le assunzioni per chiamata diretta, motivandole con la ‘qualità scientifica’; alla faccia del merito, della trasparenza, dell’imparzialità dei concorsi”.

Aggiunge il leader del sindacato di categoria nella sua analisi: “Il decreto prevede che gli scatti stipendiali vengano dimezzati ai docenti che negli ultimi due anni non hanno prodotto pubblicazioni, ignorando il fatto che in molti casi le pubblicazioni fatte seriamente si modellano sui tempi della ricerca, tempi che certamente non si misurano in pochi mesi”.

Per Pantaleo “non tutto il decreto è negativo, ma gli aspetti pur condivisibili, come l’incremento delle borse di studio, o l’allocazione di un 7 per cento del finanziamento su criteri di qualità, sono completamente offuscati da un impianto punitivo per gli Atenei e per i docenti e ricercatori, perfettamente in linea con l’ispirazione della legge 133”.

Del resto, prosegue il sindacalista
, “le martellanti campagne con il supporto appassionato di esponenti di spicco della maggioranza, tese a dimostrare che tutta l’Università è senza eccezione un covo di nequizia, di inefficienza e di violenza ideologica, esprimono chiaramente la vera linea governativa sull’alta formazione e la ricerca: un’istituzione che va normalizzata, riportando a operoso silenzio e a curiale obbedienza una categoria che cerca di fare ciò per cui è pagata: far funzionare il cervello”.

Così conclude la nota
: “L’Università italiana ha una storia quasi millenaria, ed è passata per ben altre forche caudine senza perdere l’indipendenza e la capacità critica. La Flc intende mettere in campo tutta la sua capacità di mobilitazione per difenderne la natura e la libertà”.



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TAGS dl gelmini università

07/01/2009 17:59

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