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Crisi, tagli in tutto il mondo

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Dalla siderurgia ai servizi, passando per il settore finanziario. Dagli Stati Uniti all'Italia, passando per la Gran Bretagna. Marks & Spencer lascia a casa 1200 persone, Cattles mille. Alcoa 15 mila. In Italia Abs mette in cig mille operai

autore: athrine, da flickr (immagini di autore: athrine, da flickr)
Il 2008 è passato, la crisi economica no. Dalla siderurgia ai servizi, passando per il settore finanziario. Dagli Stati Uniti all’Italia, passando per la Gran Bretagna: le aziende continuano a ridurre gli organici. Il calo dei consumi in Gran Bretagna pesa su Marks & Spencer, le cui vendite sul mercato domestico hanno registrato una diminuzione del 7,1% nelle ultime 13 settimane (-1,2% complessivamente considerando anche i mercati esteri). Una situazione che ha spinto il gruppo di distribuzione britannico ad annunciare oggi un piano di ristrutturazione che prevede la chiusura di 27 negozi e il taglio di 1.230 posti di lavoro. Il piano, il cui obiettivo e' quello di risparmiare da 175 a 200 milioni di sterline, prevede, si legge in una nota, la chiusura di 27 negozi, di cui 25 negozi alimentari 'simply food', e il taglio di 780 posti di lavoro. Inoltre il gruppo britannico prevede di ridurre ulteriori 450 posti di lavoro nei suoi servizi amministrativi.

E’ sempre di oggi (7 gennaio) l’annuncio diffuso da Cattles: la società britannica specializzata nei prestiti subprime taglierà mille posti di lavoro, pari al 20% del totale dei dipendenti, e ridurrà l'erogazione di mutui quest'anno per far fronte alla recessione. In un comunicato, Cattles ha spiegato di essere in trattative con i dipendenti e che intende ridimensionare del 75% l'attivita' della divisione dei prestiti personali, preannunciando che la riduzione dei nuovi finanziamenti 'avra' un impatto negativo sui profitti del 2009'.

Dall’altra parte dell’Atlantico tocca all’Alcoa, terzo produttore mondiale di alluminio: è in vista una riduzione di 15.200 posti, di cui 13.500 (ossia il 13% della forza lavoro totale) dipendenti e 1.700 contratti interinali. Lo riporta oggi il sito web del Wall Street Journal.

Il maggiore produttore mondiale di alluminio prevede la vendita di assets e la riduzione del 50% delle spese, già ottobre aveva illustrato il piano di ridimensionamento per il calo della richiesta di materie prime e della reperibilità di credito. Alcoa bloccherà anche salari e assunzioni, e chiuderà quattro settori non rientranti nella sua attività economica principale.

Anche Ibm – secondo quanto riferisce l’Ansa - si preparerebbe a mandare a casa almeno 16.000 persone entro gennaio.

La crisi si fa sentire anche in Italia, nel comparto degli acciai speciali. Le Acciaierie Bertoli-Safau (Abs), del gruppo Danieli, hanno fatto richiesta per porre in cassa integrazione ordinaria, a turno, i mille dipendenti, a partire da lunedì 12 gennaio. Lo ha reso noto la società. La "cassa" è stata chiesta per un tempo di 13 settimane. La produzione della società è basata su tre stabilimenti nella provincia di Udine. A causa del calo della domanda, i circa mille operai lavoreranno solamente nei turni notturni, per risparmiare sui costi dell'energia, e nei fine settimana. “Poi si vedrà - ha spiegato un portavoce dell’azienda - nel senso che si dovrà vedere come evolverà il mercato. Al momento la domanda è ferma”. Il sindacato si è detto preoccupato. “La crisi c’è e morde bene - ha detto Roberto Muradore, della Cisl - dobbiamo tutti insieme - ha concluso - trovare le soluzioni per uscire da questo momento di difficoltà”.

Ed è previsto per il prossimo lunedì 12 gennaio (ore 15) l’inizio della discussione generale sul decreto anticrisi in Aula alla Camera. La data è stata fissata il 5 gennao dalla conferenza dei capigruppo, che ha previsto anche un eventuale seguito in notturna. Per martedì 13, poi, è stata convocata una nuova “capigruppo” per la programmazione dei lavori del prossimo trimestre.


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TAGS crisi economica

07/01/2009 12:12

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