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Ue, bocciata la settimana di 65 ore

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Il parlamento europeo in seduta plenaria ha votato a stragrande maggioranza. Commissione e consiglio dovranno rivedere la direttiva che allunga l'orario di lavoro fino a 6o o 65 ore settimanali

di Altero Frigerio

autore: ©Roberto Gimmi, da flickr (immagini di Davide Orecchio)
Manifestare serve e capita anche che si vinca. Una bella lezione di democrazia e di partecipazione é arrivata nelle ultime 24 ore da Strasburgo. La capitale europea del Natale si è trasformata in capitale europea del lavoro. Merito dei trentamila chiamati martedì in piazza dalla Ces, l'organizzazione europea dei sindacati, e del Parlamento europeo, che nella sua seduta plenaria di mercoledì 17 dicembre ha accolto a stragrande maggioranza la richiesta alla Commissione e al Consiglio europeo di rivedere la direttiva che permetteva di allungare l'orario di lavoro fino a 6o o 65 ore settimanali.

Un voto più largo della maggioranza qualificata richiesta in questa seconda lettura, che riafferma il limite a 48 ore e obbliga le altre istituzioni europee a sedersi al tavolo della conciliazione per rivedere i contenuti della direttiva.

In aula a Strasburgo tutti gli emendamenti presentati dalla Commissione Lavoro del Parlamento sono stati approvati con una maggioranza superiore ai 393 voti richiesti. L’emendamento determinante (passato con 421 sì, 273 no e 11 astensioni e accolto dall’applauso degli eurodeputati) stabilisce appunto che l'orario settimanale è di 48 ore, e riconosce agli stati membri il diritto a una specifica legislazione nazionale ma all'interno dei paletti fissati dal Parlamento

Ed é stato lo stesso relatore, l'eurodeputato socialista Alejandro Cercas (abbracciato da molti colleghi), a richiamare il valore della mobilitazione del sindacato per raggiungere questo risultato. In un momento di recessione, con tanti disoccupati e cassintegrati, stonava non poco la richiesta dei governi di consentire alle aziende di prolungare il tempo di lavoro dei loro dipendenti. Un via libera agli straordinari, un ulteriore impoverimento del mercato del lavoro, una richiesta peraltro in contrasto con le pratiche tese ad assicurare maggiori livelli di sicurezza sui luoghi di lavoro. Lavoratori, sindacati e parlamento si sono così ritrovati uniti a difesa dei diritti fondamentali che si chiamano orario e salario, contrattazione collettiva, giusto equilibrio tra tempo di lavoro, vita sociale e familiare.

“Questo – ha detto Cercas – è un trionfo per tutti i gruppi del Parlamento europeo ed è l'occasione per il Consiglio di cogliere l’opportunità per rendere la nostra agenda più vicina a quella dei cittadini europei”.

Lo scorso giugno 2008 i ministri dei 27 paesi europei avevano già deliberato a favore del piano per l'allungamento delle 48 ore lavorative.



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TAGS orario di lavoro ue parlamento europeo

17/12/2008 13:22

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