Il pacchetto, 36 articoli, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con alcune novità. L'entità della manovra si riferisce solo al 2009. Epifani: "interventi casuali". Lo sciopero generale è confermato
Vale 6,3 miliardi di euro il pacchetto anticrisi approvato venerdì dal Consiglio dei ministri. Il decreto, composto di 36 articoli, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale con alcune novità rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi. L’entità della manovra si riferisce solo al 2009, e risulta coperta dal provvedimento stesso, mentre nessuna copertura è prevista per il 2008: a scattare subito saranno solo le riduzioni di 3 punti su Irap e Ires di novembre. Scarica il pdf del decreto
Nasce il fondo per favorire l’accesso ai prestiti per le famiglie con un nuovo nato, che sarà finanziato con 25 milioni di euro annui per il 2009-2011. Le modalità di organizzazione saranno definite dalla presidenza del Consiglio insieme al ministero dell’Economia. Sono previste agevolazioni fiscali legate ai risultati per i comparti sicurezza, difesa e soccorso pubblico, dato che vengono stanziati 60 milioni di euro con lo scopo di “una riduzione dell'Irpef e delle addizionali regionali e comunali sul trattamento economico accessorio dei fondi di produttività”. Lo sconto viene riconosciuto a chi ha registrato un reddito sotto i 35.000 euro nel 2008. Il blocco delle tariffe autostradali durerà 4 mesi, contro i 6 mesi indicati in precedenza, le tariffe agevolate su gas saranno applicate anche a famiglie con 4 figli e un reddito Isee fino a 20.000 euro.
Viene cancellato l’obbligo della contribuzione pensionistica da parte del Fondo nazionale per il servizio civile, dall’1 gennaio i contributi diventano facoltativi e saranno a carico di chi vuole riscattare il servizio civile a fini pensionistici. Nel settore della scuola, è stata rifinanziata con 110 milioni di euro per il 2009 la proroga dei lavoratori Lsu. Per il resto, rimane intatto l’impianto complessivo della manovra, che inoltre cancella l'Iva agevolata sulle Pay Tv come Sky, portando il balzello dal 10 al 20%.
Bersani (Pd), senza svolta sui salari niente confronto
“Il confronto con il governo è possibile, ma con alcune condizioni minime”. A dirlo è il ministro ombra dell’Economia, Pierluigi Bersani, in un’intervista al Messaggero. L’esponente del Partito democratico chiede una misura strutturale su salari, pensioni e stipendi, in termini di detrazione fiscale, che vada oltre le una tantum. E poi un rafforzamento e chiarimento sul tema degli ammortizzatori sociali, oltre al ripristino d’investimenti pubblici e privati con carattere di automatismo. In sostanza, il pacchetto del governo “è totalmente prociclico, non sposta nulla”. Ed è “incredibile, dopo quanto è successo, che ci si dica 'collaboriamo'. Comunque faremo un nostro pacchetto di proposte per costruire il confronto. Di fronte a soluzioni potabili non ci tireremmo indietro”.
Epifani: misure casuali, sciopero generale confermato
“Di fronte a una crisi così grave, drammatica, gli interventi sono a tempo, casuali”. Lo ha dichiarato ieri il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, commentando il pacchetto anticrisi del Governo e confermando lo sciopero generale di venerdì 12 dicembre. Il bonus per le famiglie cerca di sostenere le fasce deboli, ma sui pensionati copre solo i redditi più bassi e non riguarda l’intera categoria. “Se c’è una coppia con due pensioni minime – ha spiegato – niente bonus per nessuno”. Non vengono aiutati neanche i nuclei con figli a 1.000 o 2.000 euro al mese, a suo giudizio, e nella manovra c’è poco spazio per il Nord. Insomma, Epifani ha espresso “la constatazione che alcune richieste della Cgil non sono state accolte”.
Aricolo 21: il governo deve trattare Sky come Rete4 "Il governo deve trattare Sky come Rete4". Lo afferma il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti, commentando il pacchetto anticrisi. L’esecutivo “ha un solo modo per manifestare pacatezza e moderazione – a suo giudizio – ed è quello di riservare a Sky (e non solo a Sky) la stessa amorevole attenzione che, proprio all’inizio di questa legislatura, dedicò alla proprietà del medesimo presidente”. Questo principio, specifica, vale anche per la Rai, La7 e per tutte le emittenti e giornali che rischiano di chiudere a causa dei tagli previsti in Finanziaria. “Quando si è portatori sani del virus del conflitto d’interessi – conclude – si ha almeno il dovere etico e politico di non voler dare neppure la sola impressione di tentare di assestare un calcione sulle gambe della squadra avversaria”.
Approvato dal Cdm il pacchetto di aiuti a imprese e famiglie. Per i nuclei in difficoltà una tantum da 200 fino a 1.000 euro. Niente detassazione delle tredicesime. E per le banche arrivano i "Tremonti-bond"