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Social card: Megale (Cgil), solo un'operazione d'immagine

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La social card presentata ieri dal governo “è un’operazione di immagine che storicamente ricollega alla carta dei poveri, lesiva anche della dignità delle persone”. A dirlo è il segretario confederale Cgil Agostino Megale, ai microfoni di Econews, aggiungendo che “in ogni caso il numero di persone che coinvolge e il numero di risorse che mette a disposizione non sono in grado di affrontare il disagio, né la povertà e i problemi dei pensionati”.

Aggiunge il dirigente sindacale: “Abbiamo sottolineato il rischio di 400 mila precari che perdono il posto entro l'anno, che si aggiungono ai tanti già in cassa integrazione, e per i quali allo stato non c’è uno stanziamento né un sostegno, perché non hanno ammortizzatori sociali. Nella crisi c'è chi paga di più e chi non ha nulla o perde il lavoro. Ecco perché abbiamo chiesto ammortizzatori sociali per i dipendenti che non ne hanno, in luogo delle misure che il governo vuole prorogare come quella della detassazione degli straordinari”. Infine, Megale ha concluso rinnovando la richiesta al governo di “investire un punto e mezzo di Pil per sostenere redditi da lavoro per uscire dalla crisi”.

La social card vale 40 euro al mese


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TAGS social card

27/11/2008 17:30

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