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La settimana parlamentare

Ddl Lavoro, prosegue l'esame alla Camera

L'Aula di Montecitorio ancora alle prese con il disegno di legge sul lavoro collegato alla manovra di finanziaria. Conclusa l'audizione del ministro Sacconi presso la Commissione parlamentare sulle "morti bianche"

di Valerio Strinati

E’ proseguito a Montecitorio, nelle sedute del 10, 14 e 15 ottobre, la discussione del disegno di legge n. 1441-quater (delega al governo in materia di lavori usuranti e di riorganizzazione di enti, misure contro il lavoro sommerso e norme in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro). Conclusasi nelle precedenti sedute la discussione generale, hanno replicato agli intervenuti il relatore Cazzola (Pdl) e il sottosegretario Viespoli.

Cazzola ha tra l’altro difeso le scelte del provvedimento relativamente ai lavoratori assunti con rapporti di lavoro a tempo determinato nella pubblica amministrazione, rilevando l’esigenza di salvaguardare il principio dell’accesso al pubblico impiego mediante concorso; ha poi sostenuto l’opportunità delle norme sulla territorializzazione dei concorsi e, sul processo del lavoro, sottolineando il carattere strategico della scelta di dare più spazio alle conciliazioni ed all'arbitrato, nella prospettiva della valorizzazione del ruolo delle parti contrattuali e delle potenzialità insite nell’istituto della certificazione: è pertanto da respingere, secondo il relatore del Pdl, il tentativo surrettizio di evocare il fantasma dell'articolo 18 della legge n. 300 del 1970, soltanto per difendere lo status quo di un processo che, per quelli che sono i suoi risultati (si vedano i documenti della Commissione Foglia), non può essere annoverato tra i presidi a garanzia del lavoratore.

Il sottosegretario Viespoli ha in primo luogo sostenuto la necessità di procedere a un riordino complessivo degli enti vigilati dal ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali, ai fini di una loro valorizzazione che deve però tenere conto anche dei profili di carattere economico, oltre che di quelli attinenti alla qualità e all'efficienza. Il provvedimento, nel suo complesso – ha poi affermato il sottosegretario - è ispirato a una più generale visione tendente a sottolineare la centralità del ruolo delle parti sociali, richiamandole a un rapporto che insieme sia di responsabilità e di promozione della collaborazione e della cooperazione, e che determini un sistema di relazioni, anche all'interno dell'impresa, orientato verso una cultura più partecipativa che antagonista. Nel processo del lavoro, questi orientamenti si traducono nello sforzo di far sì che l'equilibrio tra le parti si realizzi nel rispetto e nella valorizzazione dei diversi ruoli. Tutto ciò – ha aggiunto il rappresentante del governo - deve avvenire sia nel rispetto e nella valorizzazione del ruolo delle parti sia nel rispetto della funzione della magistratura del lavoro, in particolare della sua autonomia, all'interno della quale essa deve svolgere il suo ruolo e la sua funzione, nell'ambito di scelte non sempre facili da compiere e da determinare. In conclusione, Viespoli ha richiamato le norme che destinano risorse ai vari interventi di sostegno al reddito dei lavoratori contemplati nel disegno di legge, sottolineando la rilevanza del tema della riforma degli ammortizzatori sociali come elemento strategico all'interno del percorso di cambiamento e di riforma del mercato del lavoro.

Nella successiva seduta del 15 ottobre, l'Assemblea ha respinto una questione pregiudiziale sollevata da Cesare Damiano (Pd) sulla costituzionalità dell’art. 23, comma 2, in materia di disciplina di misure di tutela a favore di alcune categorie di lavori autonomi e di appartenenti alle Forze dell'ordine, per contrasto con l'articolo 76 della Costituzione, sia per la inadeguatezza della definizione dell'oggetto della delega, sia per quanto riguarda la genericità dei principi e dei criteri direttivi fissati per l'attuazione della stessa; dell'articolo 37, comma 5, (prevede che nella formazione delle graduatorie relative ai concorsi pubblici per il reclutamento del personale, a parità di punteggio, costituisce titolo preferenziale la residenza nella regione per i posti ivi banditi) per violazione dell’articolo 51, primo comma (parità di accesso di tutti i cittadini ai pubblici uffici), e con l'articolo 3 (principio di uguaglianza) della Costituzione; dell’articolo 65, sulla limitazione del controllo giudiziale sulla ricorrenza dei presupposti previsti dalle «clausole generali» contenute nelle norme di legge relative ai rapporti di lavoro subordinato e parasubordinato all'accertamento del presupposto di legittimità, senza estensione al sindacato di merito sulle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che spettano al datoredi lavoro o al committente, per contrasto con il principio costituzionale della soggezione del giudice soltanto alla legge, (articolo 101, secondo comma della Costituzione), nonché con il principio di cui all'articolo 24 della medesima Carta costituzionale.

Respinta la pregiudiziale di costituzionalità, l’Assemblea è quindi passata alla votazione degli emendamenti agli articoli. Si segnala, tra l’altro, la soppressione del comma 2 dell’art. 23 (oggetto della pregiudiziale di costituzionalità sollevata dall’on. Damiano) e la sostituzione della disposizione dell’art. 37, comma 5, richiamata nella medesima questione pregiudiziale, con una disposizione secondo la quale il principio della parità di condizioni per l'accesso ai pubblici uffici è garantito, mediante specifiche disposizioni del bando, con riferimento al luogo di residenza dei concorrenti, quando tale requisito sia strumentale all'assolvimento di servizi altrimenti non attuabili o almeno non attuabili con identico risultato. L’Assemblea di Montecitorio ha altresì sostanzialmente confermato le disposizioni che abrogano le disposizioni delle leggi finanizairie 2006 e 2007 sulla stabilizzazione dei precari del pubblico impiego, sostituendole con la previsione di riserve di posti a favore di tali soggetti nei concorsi per il reclutamento di personale nelle pubbliche amministrazione, nonché le disposizioni sul processo del lavoro, conciliazione ed arbitrato, di cui all’art. 65 e all'art.66.

Scontro sulla "104"
Un serrato confronto si è svolto attorno alla riproposizione di un emendamento del governo che modifica la disciplina in materia di permessi per portatori di handicap grave (articolo 33, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104), prevedendo un permesso mensile retribuito coperto di retribuzione figurativa pari a tre giorni per il lavoratore dipendente (pubblico o privato) che assiste, in via esclusiva, il coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie invalidanti. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l'assistenza alla stessa persona con handicap in situazione di gravità. Viene altresì modificato il comma 5 dello stesso art. 33. Nel testo vigente, si prevede che il genitore o il familiare lavoratore, con rapporto di lavoro pubblico o privato, che assista con continuità un parente o un affine ai sensi del comma 3, come riformulato, ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferito senza il suo consenso ad altra sede. La modifica proposta dall’emendamento riguarda il diritto di scegliere non più la sede di lavoro vicina la proprio domicilio, bensì quella vicino al domicilio della persona handicappata. Inoltre, dopo il comma 7 (estensione della disciplina a soggetti affidatari di portatori di hanciap grave), è introdotto un comma 7-bis in base al quale, ferma restando la verifica dei presupposti per l'accertamento della responsabilità disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti riconosciuti dala legge, qualora il datore di lavoro accerti l'insussistenza o il venir meno delle condizioni richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti il lavoratore. E’ altresì modificato il comma 3, secondo periodo, dell'articolo 42 del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, con la previsione che il diritto di fruire dei permessi per assistenza non può essere riconosciuto a più di un lavoratore dipendente per l'assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di gravità, a condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno. L’emendamento prevede inoltre che le amministrazioni pubbliche comunichino alla Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica:
a) i nominativi dei propri dipendenti cui sono accordati i permessi di cui all'articolo 33, commi 2 e 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ivi compresi i nominativi dei lavoratori padri e delle lavoratrici madri, specificando se i permessi sono fruiti dal lavoratore con handicap in situazione di gravità, dal lavoratore o dalla lavoratrice per assistenza al proprio figlio, per assistenza al coniuge o per assistenza a parenti o affini;
b) in relazione ai permessi fruiti dai dipendenti per assistenza alla persona con handicap in situazione di gravità, il nominativo di quest'ultima, l'eventuale rapporto di dipendenza da un'amministrazione pubblica e la denominazione della stessa, il comune di residenza dell'assistito;
c) il rapporto di coniugio, il rapporto di maternità o paternità o il grado di parentela o affinità intercorrente tra ciascun dipendente che ha fruito dei permessi e la persona assistita;
d) per i permessi fruiti dal lavoratore padre o dalla lavoratrice madre, la specificazione dell'età maggiore o minore di tre anni del figlio; e) il contingente complessivo di giorni e ore di permesso fruiti da ciascun lavoratore nel corso dell'anno precedente e per ciascun mese.

E’ previsto altresì che la Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica istituisca e curi una banca dati informatica in cui confluiscono le comunicazioni di cui sopra, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dal predetto decreto legislativo n. 196 del 2003. La Presidenza del Consiglio dei ministri - Dipartimento della funzione pubblica è autorizzata al trattamento dei dati personali e sensibili riversati nella banca dati, la cui conservazione non può comunque avere durata superiore a ventiquattro mesi. Sono inoltre consentiti la pubblicazione e la divulgazione dei dati e delle elaborazioni esclusivamente in forma anonima. Le attività finalizzate al monitoraggio e alla verifica sulla legittima fruizione dei permessi, sono definite di rilevante interesse pubblico. L’on. Turco (Pd), nella seduta del 15 ottobre, ha chiesto il ritiro di tale emendamento, che a suo avviso aggrava le condizioni di famiglie già penalizzate da grandi difficoltà, soprattutto per due norme: la prima riguarda le condizioni poste in ordine al grado di parentela, poiché, considerata la centralità della solidarietà familiare nell’assistenza a persone con gravi handicap, il mantentimento del riferimento ai parenti entro il terzo grado è fondamentale per continuare la vita di tutti i giorni; in secondo luogo, prevedendo che uno solo dei genitori possa utilizzare il congedo, l’emendamento sancisce quello che invece dovrebbe essere cambiato, cioè che donne e uomini, e tanto più le madri, possano continuare a lavorare. La tutela di queste famiglie, ha osservato l’on. Turco, non ha nulla a che fare con le iniziative del ministro Brunetta contro i cosiddetti “fannulloni” nella publica amministrazione.

Sulle dichiarazioni di Livia Turco si è aperto un dibattito nel corso del quale sono intervenuti, tra gli altri, il ministro Brunetta ed il relatore Cazzola. Brunetta ha assicurato che la proposta del governo non intende limitare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che assistono familiari portatori di grave handicap, bensì intende contrastare gli abusi, condivisi e giustificati, secondo il ministro, dalle organizzazioni sindacali; mentre il relatore ha fatto presente che il Comitato dei nove (l’organismo ristretto che rappresenta la Commissione nel corso della discussione in Assemblea) deve ancora valutare i subemendamenti presentati dall'opposizione, alcuni dei quali potrebbero essere accolti. Ha pertanto sottolineato l’opportunità di rinviare la discussione. Dopo numerosi interventi, la votazione dell’emendamento del Governo è stata rinviata ad altra seduta.


Attività della Commissione lavoro previdenza sociale del Senato

Nella seduta del 14 ottobre la Commissione ha proseguito l’esame congiunto dei disegni di legge n. 392 (Bassoli ed altri. - Misure per il riconoscimento di diritti alle persone sordocieche ), 550 (Costa. - Norme per il riconoscimento della sordocecità quale disabilità unica) e 918 (Nessa ed altri. - Riconoscimento dei diritti delle persone sordo – cieche). La relatrice, sen. Biondelli (PD) ha illustrato un testo unificato dei disegni di legge in esame. Dopo gli interventi del presidente Giuliano e del sen. Castro (PdL) la Commissione ha convenuto di adottare il testo unificato illustrato dalla relatrice quale base per il prosieguo dell’esame. A tale testo dovranno essere pertanto riferiti gli emendamenti per la presentazione dei quali è stato fissato il termine di martedì 21 ottobre alle ore 12.

Conclusa l’audizione del ministro Sacconi presso la Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro, con particolare riguardo alle cosiddette "morti bianche"

La Commissione parlamentare di inchiesta sugli infortuni sul lavoro ha proseguito nella seduta di martedì 14 ottobre l’audizione del ministro Sacconi, iniziata il 7 ottobre.

Il ministro Sacconi ha risposto alle osservazioni e ai quesiti rivolti dai senatori De Angelis (Pdl), Paravia (Pdl), Carloni (Pd) e Nerozzi (PDd, soffermandosi in primo luogo sull'obiettivo di costituire un sistema informativo unico per la casistica degli infortuni sul lavoro, da mettere a disposizione di tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti nel settore. Ha quindi ribadito l’intenzione del governo di dare piena attuazione alla nuova disciplina in materia di sicurezza dei luoghi di lavoro di cui alla legge n. 123 del 2007 e al connesso decreto legislativo n. 81 del 2008, privilegiando tuttavia, anziché l’eccesso di regole e gli adempimenti formali, un approccio sostanziale e la ricerca delle soluzioni concrete più efficaci, anche attraverso la semplificazione o modifica di talune norme, secondo le indicazioni scaturite da accordi bilaterali tra le parti sociali. Dopo avere confermato la volontà di rafforzare i controlli e le funzioni ispettive, in un’ottica però non meramente punitiva ma collaborativa nei confronti delle imprese, il ministro ha sottolineato altresì la necessità di operare un più stretto coordinamento fra tutti gli enti coinvolti nel sistema della prevenzione degli infortuni, in particolare, a livello centrale, tra l’Inail e l’Ispels, nonché fra lo Stato centrale e gli enti locali (soprattutto le aziende sanitarie locali). Analoga attenzione verrà data alla tutela delle fasce di lavoratori più deboli (soprattutto immigrati e donne) e alla sicurezza dei luoghi di lavoro nell’ambito delle pubbliche amministrazioni.

Conclusa l’audizione del ministro, la Commissione ha preso favorevolmente atto del programma dei lavori illustrato dal presidente Tofani, il quale ha ricordato che, sulla base delle indicazioni già formulate dall’Ufficio di presidenza, integrato dai rappresentanti dei Gruppi, la Commissione intende svolgere la propria attività anche attraverso la costituzione di gruppi di lavoro dedicati a specifiche problematiche (e coadiuvati eventualmente da esperti, in qualità di collaboratori), tra le quali ha richiamato in particolare quella della verifica dell’attuazione della nuova disciplina sulla sicurezza dei luoghi di lavoro. Nell’illustrare il programma dei lavori, già deliberato dall’Ufficio di Presidenza, il presidente Tofani ha segnalato in particolare la previsione di sopralluoghi mirati in Italia e all’estero, alcuni dei quali già individuati ed in corso di organizzazione.

Apprezzamento e condivisione per il programma illustrato dal Presidente sono stati espressi dai sen. Roilo (Pd), che ha chiesto di di inserire tra i sopralluoghi in Italia anche la zona di Milano; Conti (Pdl), De Luca (Pd), Paravia (Pdl), e De Angelis (Pdl).

Attività della Commissione lavoro pubblico e privato della Camera dei deputati

La seduta di martedì 14 ottobre 2008 è iniziata con una discusione, promossa dall’on. Santagata (Pd), sulla presentazione in Aula, da parte del governo di emendamenti al disegno di legge n. 1441-quater-A, che, soprattutto nella materia dei permessi per assistenza a congiunti portatori di handicap grave, riproducono testi che il Governo aveva dichiarato di ritirare. Considerando anche che la Commissione bilancio, in sede di parere sul testo licenziato per l'Assemblea ha indicato condizioni volte volte a garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, tali da incidere su parti importanti del testo, prevedendo soppressioni o modifiche testuali delle stesse, l’on. Santagata ha prospettato l’opportunità di un rinvio del provvedimento in Commissione.

Sulla proposta dell’on. Santagata sono intervenuti gli onn. Mattesini (Pd), Gatti (Pd), Paladini (Idv), e Foti (Pdl).
Il Presidente Saglia ha preannunciato l'intenzione del relatore di presentare al Comitato dei nove (il comitato ristretto che segue i lavori in Aula in rappresentanza della Commissione), nuovi emendamenti volti a recepire i rilievi formulati, ai sensi dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, nel parere reso dalla Commissione Bilancio.

La Commissione ha quindi preseguito l’esame congiunto in sede consultiva (parere alla Commissione bilancio) dei disegni di legge n. 1713, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2009), e n. 1714 Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2009 e bilancio pluriennale per il triennio 2009-2011, limitatamente alle parti di competenza.

I deputati del gruppo del Partito democratico intervenuti nella discussione (Santagata, Mattesini, Gnecchi e Gatti), hanno rilevato, tra l’altro, che gli stanziamenti previsti per i rinnovi contrattuali del pubblico impiego risultano sottodimensionati in relazione alle esigenze di tale comparto e alla necessità di salvaguardare il potere di acquisito degli stipendi di fronte al crescente caro-vita, anche in conseguenza del vistoso divario tra il tasso di inflazione programmata all'1,7 per il 2008 e all'1,5 per gli anni successivi, e l’andamento effettivo dell’inflazione, molto più sostenuto. Con i provvedimenti dell'attuale Governo – hanno sostenuto gli intervenuti - si rischia inoltre di tornare ad una sorta di pubblicizzazione dei rapporti di impiego, che determinerebbe la perdita dei grandi progressi compiuti con l'adozione del modello contrattuale privatistico e il rischio di esporre la disciplina del rapporto del pubblico impiego all'influenza negativa di lobby poco trasparenti.

Forti perplessità sono stati espressi anche sulle disposizioni del disegno di legge finanziaria riguardanti i trasferimenti statali verso la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali, che rischiano di vanificare, secondo i deputati del PD, l'impegno profuso negli anni passati dai vari schieramenti politici al fine di rendere separati e trasparenti le gestioni assistenziali e previdenziali: la scelta del Governo di porre a carico del bilancio dell'INPS l'assolvimento di determinati oneri assistenziali appare infatti suscettibile di minare l'equilibrio di bilancio di tale Istituto, con possibili successivi effetti di ridimensionamento della spesa sociale e previdenziale.

L’on. Paladini (IdV) ha sottolineato la scarsa attenzione riservata dall'attuale maggioranza alle tematiche sociali, testimoniata in particolare dall'intento di modificare la legge n. 104 del 1992 e dal considerevole taglio delle risorse destinate al pubblico impiego. Secondo l’on. Paladini, inoltre, con le disposizioni sui trasferimenti dovuti dallo Stato verso la Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali presso l'INPS, il Governo mira a generare una pericolosa confusione tra gestione previdenziale e gestione assistenziale, mettendo in pericolo l'equilibrio dei conti dell'Istituto di previdenza pubblica.
Nella successiva seduta del 15 ottobre, conclusa la discussione, la Commissione ha respinto gli emendamenti presentati, salvo gli emendamenti 1713/XI/2.10 (Damiano), che modifica l'art. 2, comma 35 del disegno di legge finanziaria, prevedendo le trattative per il rinnovo dei contratti del personale del pubblico impiego decorrano dalla data di entrata in vigore del disegno di legge finanziaria, e non dalla data di presentazione dello stesso, come previsto nel testo originario, e 1713/XI/2.01 (Bobba), sul rifinanziamento del Fondo rotativo per progetti formativi cofinanziati da fondi europei. Gli emendamenti accolti verranno sottoposti al voto della Commissione bilancio.

La Commissione ha quindi approvato, con distinte votazioni, le proposte di relazione riguardanti, rispettivamente, le parti di competenza della tabella n. 2 sullo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze e le parti di competenza della tabella n. 4 sullo stato di previsione del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con le connesse parti del disegno di legge finanziaria, risultando pertanto preclusa la proposta di relazione di minoranza.

Nella seduta di giovedì 16 ottobre, la Commissione ha espresso parere favorevole alle Commissioni riunite IX (trasporti e telecomunicazioni) e X (attività produttive) sul disegno di legge n. 1742, di conversione del decreto-legge Alitalia (decreto-legge 28 agosto 2008, n. 134, recante disposizioni urgenti in materia di ristrutturazione di grandi imprese in crisi).

E' quindi proseguita l'indagine conoscitiva sull'assetto delle relazioni industriali e sulle prospettive di riforma della contrattazione collettiva, con l'audizione dei rappresentanti della Confapi e dei rappresentanti della Cida, Confedir-Mit, Cosmed e Federdirigenti.

TAGS senato camera parlamento ddl lavoro

20/10/2008 12:49



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