Primo maggio: senza crescita e occupazione il Paese implode
Deve cambiare. Cambierà. La politica economica e sociale del governo italiano e quella di molti paesi europei, che blocca la...

"Una perdita secca di salario pari a 1.736 euro nel quadriennio 2009-2011 senza alcuna possibilita' di recupero. A questo andranno incontro gli 800.000 lavoratori dell'industria alimentare qualora la proposta di Confindustria sulla riforma del modello contrattuale dovesse rimanere tale e quale a quella presentata nelle scorse settimane a Cgil, Cisl e Uil”. A dirlo è la segretaria generale della Flai Cgil Stefania Crogi: “La Confindustria propone ai sindacati di utilizzare un indicatore depurato dai costi dei prodotti energetici del 2,1 per cento e una la base di calcolo per i futuri aumenti di 15,24 euro come valore punto, che non tiene conto di quanto previsto dai contratti come quello dell'industria alimentare ove il valore punto viene determinato in 17,70 euro”. Continua la sindacalista: “Il governo ha indicato, inoltre, un tasso di inflazione per il calcolo del salario dei contratti nazionali per il 2009 pari all'1,5 per cento, a fronte di un'inflazione convalidata dall'Istat del 4,2 nel 2008. Questo stesso tasso fu calcolato nel 2007 per il rinnovo del contratto degli alimentaristi al 3,6 per cento”.
Riguardo il meccanismo di recupero e di riallineamento salariale, spiega Crogi, “la proposta e' quella di compiere una verifica solo a fronte di 'uno scostamento significativo', che ovviamente non e' stato quantificato ne' specificato”. La segretaria generale della Flai Cgil sottolinea anche che sul fronte della contrattazione di secondo livello “non c'e' traccia nella proposta di Confindustria della valorizzazione ed esigibilita' di questo livello negoziale. La continua richiesta di detassazione del salario aziendale che viene dalle imprese porterebbe loro consistenti vantaggi a fronte di un risparmio risibile per i lavoratori”. Infine, “viene proposto ai sindacati un sistema sanzionatorio per regolamentare le rivendicazioni dei delegati nei posti di lavoro”.
Conclude Stefania Crogi: “Su tutti questi elementi, prettamente di merito e che nulla hanno a che vedere con l'ideologia che ci viene contestata, si basa la nostra assoluta contrarieta' al testo di riforma dei contratti proposto dalla Confindustria. Per noi resta del tutto impraticabile qualsiasi mediazione su una proposta che vada a peggiorare sensibilmente le condizioni normative e salariali dei nostri lavoratori".
Contratti, prove di dialogo
Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.
TAGS flai cgil crogi riforma ccnl
08/10/2008 15:15
Cerca su Rassegna.it con Google
Tutti i contenuti della community
Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it