STATO SOCIALE

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Pensioni

Il Consiglio dei ministri vara 
i tagli alla previdenza

Il Consiglio dei ministri ha approvato il documento sulle pensioni. L'impianto delle misure anticipate nei giorni scorsi è confermato, ma ci sono alcune novità non di poco conto. Le ha illustrate il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, in conferenza stampa. 

'Dal 2008 - ha detto Maroni - la regola generale sarà che in pensione si potrà andare solo con 40 anni di contributi oppure con 65 anni di età, 60 per le donne'. "Chi avrà maturato nel gennaio del 2008 i requisiti per la pensione di anzianità prevista dalle vecchie norme potrà lasciare il lavoro, ma con l'applicazione di una penale, una sorta di 'disincentivo' rappresentato dall'applicazione del sistema contributivo". Saranno previste eccezioni per i lavori usuranti e per le lavoratrici madri; le modalità saranno discusse a un tavolo di confronto con le parti sociali.

Riguardo gli incentivi per la permanenza al lavoro, questi saranno riconosciuti anche ai dipendenti pubblici, "previo confronto con le parti sociali e con le Regioni. Entro la fine del 2007 ci sarà una verifica con le parti sociali sull'efficacia degli incentivi". 

Maroni ha anche aggiunto che "ci sarà un tetto alle pensioni d'oro, di 15.000 euro al mese. L'eccedenza andrà a finanziare il sistema dello stato sociale".

Il ministro ha confermato che la "riforma sarà approvata entro la fine dell'anno". Le misure approvate oggi dal governo saranno inserite nella legge delega al Senato tramite un emendamento. Per quanto riguarda i contenuti originari della legge delega, in particolare su decontribuzione e Tfr, il ministro ha detto che inviterà i sindacati a discuterne col governo già dalla prossima settimana. Per ora comunque - ha spiegato -la posizione del governo e' quella contenuta nella delega; ovvero la riduzione dei contributi previdenziali per i neo assunti a tempo indeterminato e l'obbligatorieta' del versamento del Tfr maturando nei fondi pensione.


I sindacati: sconcerto e indignazione

Durissimo il giudizio di Guglielmo Epifani. ''La riforma di oggi - dice il segretario generale della Cgil -e' addirittura piu' immorale di come veniva presentata''. ''Mi pare che il quadro che emerge sia peggiore di quello che ci era stato annunciato. Restano i 40 anni, da un giorno all'altro nel 2008. Resta un impianto che a regime stravolge la riforma Dini. In piu', viene aggiunta la possibilita' dopo il 2008 di andare, comunque, in pensione di anzianita' ma con il calcolo contributivo''. ''Per cui - spiega il segretario della Cgil - un povero lavoratore, che a quel punto con la legge di oggi potrebbe andare in pensione di anzianita' con la sua pensione maturata, se ci vuole andare andra' con una pensione dimezzata''. ''Quel lavoratore - aggiunge Epifani - sara' alla merce' della scelta delle imprese e non avra' una pensione adeguata''. ''Se a questo aggiungiamo - prosegue Epifani - che il decreto interviene pesantemente su una materia cosi' delicata e cosi' civilmente da difendere, come quella dei lavoratori esposti all'amianto, il quadro che se ne ha e' quello di un governo che interviene pesantemente per peggiorare le condizioni dei lavoratori''. 

Ma lo sconcerto maggiore si coglie dalle parole di Savino Pezzotta. ''E' stato peggiorato quello che gia' pessimo era''. ''Sono sconcertato - dice il leader della Cisl - ormai non capisco piu' che cosa sta succedendo, e come si sta giocando. Perche' non abbiamo piu' un punto fermo. Sento appelli al dialogo sociale ma in questo modo - sottolinea Pezzotta - non vi sono le condizioni minime per ragionare, per discutere, perche' ogni giorno c'e' una novita', e ogni giorno c'e' un peggioramento''. Perche' le misure uscite dal Consiglio dei ministri, afferma il leader della Cisl, ''sono veramente un peggioramento, sono una frammentazione ulteriore all'interno del mondo del lavoro''.  ''Allora non prendano scuse - prosegue - e dicano che vogliono fare soldi per coprire quello che in Europa non gli accettano, cioe' le una tantum. Dicano che vogliono coprire le una tantum con misure strutturali che scaricano sui lavoratori di oggi e di domani una serie di affetti negativi. Allora dicano questo, ormai e' talmente evidente...'' Lo sciopero ''era oltre che giustificato'', ripete. ''E tutti i soloni che ci hanno criticato, che ci hanno detto che eravamo conservatori, e via dicendo - conclude - ecco, adesso, per cortesia, facciano silenzio, ci lascino fare''.

(3 ottobre 2003)

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