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Loro non hanno, come si usa dire, una "speranza di vita" molto alta.
Non sono in grado di mandare a Patrasso il sistema previdenziale, come
sottolineano i teorici dell'economia. Infatti non campano troppo a
lungo, e non sperperano così gli assegni pensionistici in consumi
voluttuari. Stiamo parlando di un particolare gruppo di lavoratori che
per anni hanno ingerito una piccola sostanza che si chiama “amianto”.
Sembra una parolina innocente. Significa, in greco, “immacolato”, ma
anche “incorruttibile”.
E' una fibra assassina. Si deposita nel corpo dell’operaio e provoca
“asbestosi, mesotelioma, carcinomi polmonari, tumori”, anche dopo
parecchi anni. Come aver dentro un insetto maligno che rode, rode fino
a farti morire. E' stata impiegata in oltre tremila settori,
dall'edilizia alle ferrovie, fino ai giocattoli per bambini. Sono
morti d’amianto centinaia d’operai e lavoratori, mentre altri
continuano a morire, anche a distanza d’anni. Con gli operai sono
stati colpiti anche i familiari.
Gli effetti letali dell'amianto sulla salute degli operai che lo
manipolavano erano già conosciuti fin dagli anni '30. La legge 257 del
27 marzo 1992 ha sancito in Italia la messa al bando del materiale.
I lavoratori che avevano conosciuto di persona le lavorazioni con
l’amianto e quindi portatori di quelle malattie che abbiamo elencato,
godevano fino a ieri di un “privilegio”, chiamiamolo così. Potevano,
dovendo quasi inesorabilmente morire prima degli altri, andare un po'
prima in pensione. L'attuale governo ha tagliato a metà questo
privilegio, varando una norma che porta il simpatico nome “Benefici
previdenziali ai lavoratori esposti all’amianto”. Ora dovranno
aspettare molto più tempo per ottenere il meritato riposo.
Un dramma per chi sa di aver dentro di sé i germi delle terribili
malattie preannunciate. Tutta gente in possesso d’ufficiale attestato
dell'Inail, la loro piccola stella gialla che dichiara il morbo.
Niente da fare. La loro età pensionabile si deve allungare a tutti i
costi. Magari qualcuno ha già dato le dimissioni dall'azienda in cui
si trovava, convinto di essere alla vigilia dell'addio al lavoro. Ora
rimarrà senza lavoro e senza pensione. Circondato dal silenzio, anche
dei mass media.
E' una delle tante ingiustizie nascoste nelle pieghe di quella che
l’attuale governo di centrodestra osa chiamare “Riforma”. Grida
vendetta al cielo. Anche per questo manifesteranno venerdì i
metalmeccanici a Roma. Tra polemiche e incomprensioni. Magari alla
ricerca di una unità che sembra diventata una chimera. E che
servirebbe. Anche per combattere meglio l'amianto. |